Le trappole di Facebook

FacebookQuanto possiamo fidarci di Facebook?

Mi iscrivo... non mi iscrivo. Perché gli utenti scappano? Quali sono le motivazioni che tengono gli utenti lontano da Facebook? Quali le strategie di Facebook nel prossimo futuro? IL polipoforme prodotto del genio di Zuckerberg ha ormai ha superato il miliardo di utenti, ma potrà resistere ai suoi competitors sempre più agguerriti e alla progressiva disaffezione dei suoi utenti?

Facebook ci spia? I perché di FB ed il grave attentato alla volontà dell’individuo spiegati dallo psicologo. I reati più comuni su FB spiegati da un avvocato a chi non si rende conto dei suoi pericoli.

La privacy violata e la cyberdipendenza. Infine un'inchiesta di FORUM su cosa pensano i nostri giovani di Facebook.
leggitutto

img leggi

Facebook... non Facebook

Alcuni risolvono il dilemma alla radice e se ne tengono lontani. Le motivazioni per tale rifiuto aprioristico sono le più disparate; altri si iscrivono e poi si cancellano (è attualmente in atto una grande emorragia di utenti FB, alla quale il più visitato social network del mondo  sta tentando di porre un argine; altri ne sono convinti e felici utilizzatori probabilmente perché correttamente lo usano come strumento per raggiungere le loro finalità, relazionali o di marketing. Altri, infine... ne sono letteralmente schiavi.

Salvatore Spoto è un mio “amico FB”, uno di quelli che non cancellerò.
Coniugando la sua esperienza di scrittore e giornalista che si è dovuto riconvertire dalla macchina da scrivere al computer e al web, dice la sua sulla nuova forma di comunicazione dei "social media", alla luce del rapporto interpersonale che si instaura tra gli amici virtuali.
"Tra i social media- dice Salvatore - FB è la più chiara testimonianza, comunica sensazioni, posizioni politiche, antipolitiche, etc. E’ anche un mezzo per comunicare cultura ed è in grado di far riscoprire valori spesso trascurati come i grandi sentimenti e le emozioni. Questo spiega perchè pubblico foto (rigorosamente mie) e frasi (anche queste genuine, nate sul momento). Provo a raccontare per riscoprire quello che c'è di più sincero per vivere meglio il presente".
Salvatore ha un modo tutto suo di intendere FB, non si limita a postare pensieri, foto, notizie raccolte qui e là. Intende FB utile ad un fine sociale , considerandolo la soluzione al problema della solitudine, soprattutto per chi può soffrire di una sorta di inadeguatezza legata al mondo digitale (la cosiddetta "generazione matura", over 60).
Dario Tonani, grande “amico FB”, analizzando pregi e difetti dei social network in genere e di FB in particolare, annovera tra le loro utilità anche la capacità nel costruirsi quella che gli americani chiamano “platform” autoriale personale: l’insieme dei contatti che si fonde con le informazioni che l’autore vuole far sapere di sé; FB come cassa di risonanza, strumento di promozione e lavoro, piazza d’incontro.
FB si pone inoltre, secondo Dario Tonani, come presidio di sé stessi per quanti non dispongono né di un sito né di un blog. Da questo punto di vista FB è uno strumento molto democratico, con il limite però, in molti casi, di “svilire” la comunicazione interpersonale (tutto si riduce a “la sai questa?”, “brava, è carino quel post che hai scritto”) riuscendo a far emergere la parte più superficiale e meno profonda di ognuno di noi.
E siccome nulla avviene per caso… si può ipotizzare che la sua impostazione mordi e fuggi, scorrevole ed effimera, sia proprio la filosofia sottesa alla sua
non volontà di fornire mezzi per approfondire, ricercare, fermare concetti e opinioni. Sembra assurdo, ma FB non ha un motore di ricerca. Incredibile, l’archivio più grande del mondo, non permette di ricercare post, foto… nulla! Siamo tornati al caotico passaparola: “scusa, mi sapresti indicare?”
Queste, appena evidenziate, sono alcune tra le prerogative dell’elefantiaco polipoforme prodotto del genio di Zuckerberg che ha ormai ha superato il miliardo di utenti. A 6 anni dalla nascita di FB, Zuck annuncia al mondo il suo nuovo obiettivo: "Voglio che FB diventi il migliore giornale al mondo”. Staremo a vedere.

Il Facebook di domani

Il Facebook di domani sarà un grande diario fotografico collettivo, terreno di scontro fra creatività pubblicitarie.
Non potrà mai essere un rivale di Twitter nel dare informazioni in modo istantaneo, minimale, real-time, ma rimarrà sempre una bella piazza virtuale in cui raccontarsi, curiosare e diffondere gli ultimi pettegolezzi degli amici.
Sarà comunque sempre più un contenitore generalista dove gli utenti cercheranno di districarsi tra offerte, post sponsorizzati e pubblicità più o meno targettizzata.
Approfondimenti questi sconosciuti...
L’insistenza e la predominanza delle immagini e dei video, in grado di comunicare messaggi istantanei, denotano l’abitudine ad usare FB in modo sbrigativo. Il popolo di questo social network, in modo quasi patologico, ma poco concentrato vaga alla ricerca di stimoli senza approfondire granché. Sempre più spesso la vetrina di ciò che vogliamo far credere sia la nostra vita si trasforma in una fiera delle banalità, copiate, incollate e …ohimé, condivise in un rimpallo che spesso porta la stessa notizia a riproporsi postata da più "amici” in simultanea. Molti invadenti presenzialisti della bacheca finiscono cancellati senza pietà per i loro interventi continui ed insulsi.

Zuck questa cosa l’ha capita e, nel tentativo di non scontentare i suoi fan, dà la percezione di risolvere l’overload informativo con un restyling, ma proprio per la sua struttura, FB non potrà mai diventare uno spazio dove si generano contenuti orginali, ma sempre più un nodo di distribuzione funzionale alla digital curation di brand o persone. Il fatto è che i suoi visitatori danno segni di stanchezza dopo pochi minuti di esposizione. Le ambizioni commerciali di FB, ormai fin troppo chiare, vengono “umiliate” dall’impossibilità di far apparire tutti gli spot pubblicitari necessari alla sua crescita (messa in crisi dall’avanzata di Google+, Twitter ed altri “social media” più etici) che Zuck e suoi investitori esigono, soprattutto dopo il disastroso sbarco in Borsa.
La grande fuga sembra inarrestabile e Zuck corre ai ripari cercando di tutelare di più la privacy dei suoi utenti, riorganizzando le sue pagine in un modo più sintetico. I link alle pagine successive saranno ritagliati sul profilo del lettore (di cui ovviamente conosce orientamenti, esigenze e segreti).
In questo modo la pubblicità sarà molto più selettiva e apparirà sotto le sembianze di un garbato consiglio con il compito recondito di tenere incollato qualche minuto di più l’utente allo schermo.

La tela del Ragno

In parallelo alle politiche di marketing di giganti come FB e dei suoi concorrenti, scorrono le vite, i sogni e le motivazioni di milioni di individui che usano e nel contempo si lasciano usare da questa appiccicosa tela di ragno. La sua invadenza fa leva sulle nostre funzioni psichiche generando psicodinamiche tutt’altro che innocue.

L’analisi accurata dello psicologo Piero Priorini (box a fianco) ci rivela i perché di FB ed il grave attentato alla volontà dell’individuo che questo meccanismo perpetra invisibilmente ai danni di chi ne rimane invischiato.
Proviamo per un attimo ad immaginare in cosa si possa tramutare uno strumento come FB (che nella sua accezione più innocua serve a ritrovare vecchi amici o a svagarsi dopo una giornata di lavoro) nelle mani di adolescenti o ragazzine e ragazzini privi di esperienza e di capacità selettive o critiche. Le testimonianze di alcuni studenti ci apriranno gli occhi su quello che i ragazzi pensano di FB, dandoci una rappresentazione molto diversa dalla nostra.
Alcuni dei pericoli che si annidano dietro ad un uso non etico o addirittura criminale di un mezzo potente come Facebook sono sotto gli occhi di tutti, nel 2011 in Olanda Winsie Hau, 15 anni, è stata uccisa su commissione per avere scritto pettegolezzi su FB, ma forse non abbastanza chiari alle fasce più fragili e meno informate della società.
Per la natura stessa della sua essenza informatica, i più esposti sono chiaramente i giovanissimi, ma non oso pensare a cosa potrebbe succedere a tutti quei “nonnini” (quelli che per intenderci aprono la porta a tutti, si fanno irretire da sedicenti assistenti sociali per strada o da rampanti badanti ucraine) se l’encomiabile progetto “antisolitudine” del mio amico FB Salvatore dovesse metterli in condizione di accedere a Facebook e nello stesso tempo non li tutelasse da amici poco raccomandabili.
Oltre ai pericoli connessi ad amicizie ambigue e a forme di irretimento attraverso falsi profili, gli utenti FB sono esposti a gravi interferenze sulla loro privacy da persone che si spacciano per “amici” o “amici di amici”, a furto di informazioni sui loro gusti e le loro abitudini per fini di marketing e addirittura ad essere spiati dall’ industria dell'info-vigilanza che genera ragnatele elettroniche capaci di intercettare, imprigionare ed analizzare milioni di miliardi di dati ogni giorno.

Cyberdipendenza e bufale

La cyber dipendenza, e la Sindrome di Hikikomori sono in agguato. Bisogna sapere, però, che come per ogni forma di dipendenza è possibile disintossicarsi.

Anche Matteo Renzi candidamente annuncia di aver tolto Facebook e Twitter dallo smartphone: “Sto troppo attaccato”.
Le notizie si spargono velocemente: bufale, fotomontaggi, notizie false, amici sotto falso nome o con falsi profili sono all’ordine del secondo, perché FB non da alcuna garanzia sui contenuti e sui dati degli utenti.
A testimoniare l’entità delle possibili infinite bufale trasmesse tramite Facebook: una per tutte la notizia apparsa e divulgata qualche giorno fa che faceva riferimento addirittura ad un “mandato di arresto europeo” verso Benedetto XVI da parte di un sedicente “International Tribunal Into Crimes of Church and State”. Il fantomatico tribunale si prendeva il merito delle dimissioni papali, millantandole come conseguenza di un mandato d’arresto da ui emesso. In realtà si tratta di fumo: una farneticante associazione privata che si arroga diritti pubblici. Come si legge nel suo sito: “The ITCCS is a citizen-based "Tribunal of Conscience" with standing under international and natural law. Its legitimacy is established under the international legal principle of a Necessity Act under which citizens can establish a bona fide judicial mechanism rooted in the Common Law”.
A proposito di notizie false e di privacy, per coloro che infilano “Mi piace” e “Condivido” come perline e postano a tutti gli amici immagini e notizie, il box a fianco ci racconta come sia molto facile commettere un reato con un semplice “click”.
Chi si domanda poi se FB faccia bene o male alle amicizie non virtuali e alle coppie deve sapere che è ormai appurato che un sempre crescente numero di unioni “scoppiano” grazie ai suoi tranelli. La complicazione di situazioni sentimentali condivise, spiattellate, taggate e, spesso, spiate ed inventate ha una grande responsabilità nella fine di molti amori, e di parecchie relazioni che si credevano amicizie.
C’è anche chi vende un finto fidanzamento (le motivazioni provate ad inventarle voi) da esibire sul diario di FB per la modica somma di 5 dollari ogni 10 giorni e chi, come la nonnina statunitense Marguerite Joseph, 104 anni, ha vinto la sua battaglia con Facebook. Nata nel 1908, nonna Marguerite non riusciva ad inserire la sua vera data di nascita sul proprio profilo Facebook, dato che non era possibile selezionare una data anteriore al 1910.
Così deciso di scrivere direttamente a Mark Zuckerberg ottenendo che fosse posto riparo a questa… svista!
Il fatto di poter togliere l’amicizia a qualcuno o dare “ingordamente” la propria a migliaia di persone, di potersi fingere qualcun altro o di usare molteplici profili… genera un ventaglio di intricati, labili nessi difficili da comprendersi ed impossibili da dipanarsi.
Facebook mostro flessibile e potentissimo può creare e distruggere, osannare o cancellare.
Può servire ad arricchire e ad arricchirsi; utilissimo nel mantenere i contatti con persone lontane, a ritrovare pezzi della propria vita, può miracolosamente allacciare, nel suo mondo disgregato, molecolare, interconnesso ed ingestibile, in un’amicizia “vera” persone speciali che altrimenti non si sarebbero mai incontrate nella vita reale.
L’importante è, come per tutti gli strumenti, conoscerne limiti e potenzialità, farne un uso consapevole e sfuggirne le terribili molteplici trappole di cui qui abbiamo solo voluto dare un assaggio.

SEGUICI

Per sapere quando ci sono novità, inserisci la tua mail:

Clicca per seguirci su Twitter

Twitter Image

PASSIONI

Cultura cucinalibri racconti

Golf dipendenza

Articoli correlati

Articoli più letti


Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.forum2.it/htdocs/modules/mod_mostread/helper.php on line 79
Copyright © 2010 - FORUM della SALUTE
Tutti i diritti riservati