La guerra di Cipro

Cipro1Attacco a Cipro. Prove generali di conquista

Il sistema dell'euro così come è stato concepito, (probabilmente in buona fede e con incauto ottimismo) permette ai lupi di sbranare impunemente sia gli agnelli che le cicale sprovvedute.
Perdere il diritto di battere moneta sovrana ha portato popoli diversi e non amalgamabili ai due estremi della forbice: ricchezza per pochi e povertà per gli altri. Prodi ci ha incautamente immesso nell'euro senza garanzie: l'esperienza di Cipro dovrebbe insegnarci che è l'ora di riflettere se non sia il caso di porre all'Eurogruppo condizioni chiare, magari pretendendo la facoltà di recedere, almeno parzialmente, dalla perdita della sovranità monetaria.

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C’era una volta...

...un’isola sconosciuta ai più, spesso confusa con Creta o comunque vista come un’isola greca tra le tante. Molti non sapevano nemmeno dove stesse sulla carta geografica.
Fin dalla sua indipendenza dall’impero britannico la sua risorsa principale è stata quella di attirare capitali di ogni tipo grazie ad interessi più alti degli altri paesi. Il sistema è andato avanti per decenni nell’indifferenza pressoché totale della comunità internazionale. O forse con la compiacenza? Difficile dirlo, ma facile pensarlo!

Negli ultimi anni accadono sostanzialmente due cose.
I ciprioti si suicidano distruggendo sia il fantastico bilancio statale con una politica finanziaria dissennata, sia il sistema bancario con investimenti altrettanto dissennati e in pratica monotematici in bond greci.
Ma ancora nessuno sembra accorgersi che la situazione dell’isola si sta velocemente e pericolosamente deteriorando.
La seconda cosa che accade è la scoperta, e soprattutto la concreta sfruttabilità, di gas e giacimenti di petrolio.
Qualcuno dice che bastano a dare energia all’Europa per 100 anni.
Improvvisamente tutti imparano a conoscere Cipro e l’interesse, ma non l’attenzione, cresce a dismisura.
Nei 6 mesi di presidenza cipriota dell’UE la Troika non si è mossa. Qualche commentatore ben informato si è lasciato scappare che Christofias (l’ex presidente) era considerato inaffidabile. Meglio aspettare il nuovo e più europeista presidente, per effettuare in zona Cesarini una ritirata disastrosa per l’isola, ma non per gli interessi europei.
Chiedendo il rientro improvviso dei crediti si sono presi i due classici piccioni, innanzitutto attaccando gli interessi russi nell’isola e vanificando il loro potenziale sfruttamento di gas e petrolio. Poi si è arginata l’invasione di denaro di incerta provenienza nel sistema finanziario europeo, incatenando l’isola alla UE.
Praticamente si è scatenata una guerra. Più elegante e meno cruenta di quella di Libia ma, si sa, tra europei non ci si sporcano le mani.
Basta essere coscienti che una volta costruito il "template" chi conduce il gioco può ripeterlo quando e con chi vuole. Tanto i PIIGS non reagiscono. Sono spendaccioni, piccoli e deboli.
Ma l'Italia non è così piccola. E neanche spendacciona. E forse si è anche stufata.

Le guerre e l'indipendenza

Cipro è lo stato sovrano di cultura occidentale geograficamente più ad est. E' la terza isola del Mediterraneo per grandezza e conta circa un milione di abitanti, in maggioranza Greco-ciprioti. C'è infine una piccola minoranza di cultura Turca che vive nella parte nord dell'isola, in un territorio autodichiaratosi indipendente, ma riconosciuto solo dalla Turchia.

Affittata agli inglesi a partire dal 1878 è sempre rimasta sotto la loro amministrazione fino alla concessione dell'indipendenza, nel 1959, a causa della sua irrinunciabile posizione strategica.
A partire dal dopoguerra i Ciprioti combatterono per ottenere l'annessione alla Grecia (chissà perché) e, quando gli inglesi si resero conto di non poter più controllare il terrorismo dell'Eoka e la resistenza dei greco-ciprioti optarono per il male minore, l'indipendenza dell'isola (tenendosi però due enormi basi militari). Nacque cosi la Repubblica di Cipro, stato sovrano con un sistema politico presidenziale all'americana. I primi Presidenti furono tutti Vescovi della Chiesa Ortodossa, giacché non esisteva una classe politica preparata. Ma fortunatamente tutte le Chiese sono preparate a gestire qualsiasi cosa, ed il problema fu risolto!
Nel 1973/74 la Turchia con la scusa di proteggere i cittadini Turco-Ciprioti invade l'isola militarmente.

Grazie all'intervento (tardivo) dell'ONU venne riconosciuta una divisione che congelava l'invasione Turca al 33% del territorio nazionale. Successivamente venne creata la Repubblica Turca di Cipro riconosciuta solamente dalla Turchia. Finora tutti gli sforzi per la riunificazione sono stati vani, malgrado un referendum in cui vinse il NO, benché la maggioranza dei Turco Ciprioti avesse optato per il SI.

Il benessere e poi l'Euro

Le poche righe di cui sopra ci sono utili per inquadrare l'attuale situazione.
Quando i ciprioti divennero indipendenti, privati degli aiuti inglesi, dovettero decidere “cosa avrebbero fatto da grandi”. Due sole erano le scelte possibili per un Paese piccolo, senza industrie né materie prime: il Turismo e la Fiscalità agevolata.
Quest'ultima dette risultati notevoli. Cipro ha un Registro Navale enorme grazie alla fiscalità agevolata: oggi l'aliquota massima che i privati debbono corrispondere allo Stato è fissata al 23%, che arriva ad un massimo del 25% per le societa.
Tali vantaggi, uniti alle ulteriori agevolazioni per coloro che intendessero portare capitali nell'isola fecero di Cipro una nazione ricca.
I flussi turistici, per di più, crebbero rapidamente specie grazie ai paesi del Nord Europa, i cui abitanti trovano nell'isola un clima mite per nove mesi l'anno e prezzi molto bassi

Cosa si poteva desiderare di più? I governanti governavano, i cittadini prosperavano, i servizi crescevano.

Ma evidentemente quanto conseguito in oltre 40 anni di lavoro non soddisfaceva i banchieri ed i finanzieri piovuti sull'isola grazie al suo status privilegiato, ai quali sembrò foriero di futuri e incommensurabili business il nobilitante ingresso nel club europeo, concretizzatosi nel 2004.

In tale data Cipro divenne felice membro effettivo dell'Unione Europea, ma come spesso accade ai parenti poveri quando vengono ammessi al pranzo dei ricchi, molto alto fu ciò che si dovette pagare in cambio della gratificazione di sentirsi "Europei". Le imposizioni di Bruxelles furono pesanti: aumento dell'IVA, stop alla finanza agevolata, allineamento degli interessi.
Un vero trauma per un'economia nata con tutt'altre premesse. Ed una tentazione troppo forte per banchieri e finanzieri di fronte a questa succulenta torta.

Ma i virus hanno i loro tempi di incubazione, e per 4 anni i Ciprioti hanno continuato a vivere bene anche con queste imposizioni. Poi nel 2008 l'€uro diventa moneta nazionale e a quel punto finisce la festa!

Come è accaduto anche nei PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, vittime dell'introduzione della moneta unica con meccanismi perversi, incoscienti e probabilmente truffaldini) Cipro, privata dell'indipendenza economica di battere moneta, ha visto aumentare i prezzi a livello europeo, mentre i salari restavano a livello isolano e i finanzieri iniziavano a perdere la testa dopo essersela ben bene montata con eurosogni di gloria.
Tutto ciò senza che una classe politica impreparata si accorgesse di nulla.

I preparativi per la conquista

Che ormai si tratti di guerra, nessuno più ne dubita. Un nuovo modo di fare la guerra, a colpi di derivati, bond, spread, declassamenti nella valutazione, minacce politiche e conseguenti ricatti economici.

Un modo pulito, incruento (a parte qualche migliaio di suicidi di chi non ce la fa più) che tuttavia sulle popolazioni civili ha gli stessi effetti di una guerra combattuta con le bombe: crisi economica, consumi azzerati, mancanza di lavoro e - prima o poi - file per il pane e tessere annonarie.
Effetti che poi si concretizzano con l'acquisizione a costo quasi zero di beni e "gioielli di famiglia" dei poveri PIIGS.

Un meccanismo usuraio che dovrebbe farci riflettere ed indignare quando i "DEUS" (Deutschland, England & US) si permettono di trattarci da "maiiali"!
Tornando a Cipro, la prima testa di ponte venne subito gettata nell'alimentare (vedi quote latte ed italica economia agroalimentare ormai distrutte dall'eurozona!) con l'acquisizione quasi totale dei rifornimenti alimentari dell'isola da parte della tedesca Lidl e della francese Carrefour.
Da allora l'Europa ha cominciato ad interferire pesantemente con l'economia dell'isola e la sua politica.

Politica che ha approfittato a piene mani della nuova dimensione continuando a sperperare (c'è chi dice a rubare) e a creare buchi di bilancio sproporzionati. Buona parte del disavanzo che ha portato Cyprus Bank e Laiki Bank al collasso deriva da finanziamenti privi di garanzie fatti ai politici e alla politica. Il resto dipende dalla trasformazione in carta straccia dei bond greci nei quali le due banche avevano investito gran parte della liquidità.
Scelta incomprensibile se non alla luce delle pressioni della politica, che ha sempre basato il suo consenso da parte della maggioranza greco cipriota sulla voglia di appartenenza dell'isola alla "madrepatria".
Ecco dunque il quasi-default ed il ricatto dell'Europa che ha posto per il salvataggio delle condizioni demenziali, al di là di ogni fondamento giuridico.
Condizioni che oserei definire "post-belliche" e che non possono che destare preoccupazione fra noi poveri PIIGS che d'ora in poi dovremmo iniziare ad aspettarci ogni tipo di rappresaglia dalle potenze vincitrici della guerra dell'Euro!
L'"Haircut" (taglio di capelli), come viene definita questa aberrazione voluta dalla Troika economica europea, prevede un prelievo forzoso dai conti correnti di Cyprus e Laiki superiori a 100.000 euro!
Aberrazione del tutto illegale, dato che i correntisti non sono in alcun modo responsabili delle scelte delle Banche o dei politici! Sarebbe come se i creditori di un'officina meccanica fallita si rivalessero sulle auto dei clienti lasciate in in riparazione
Come al solito i governanti ed i tecnici non riescono sempre ad avere le idee chiare ed hanno rimandato a settembre la definizione della quantità del prelievo forzoso, forse questo in funzione della speranza di poter usare il Gas del sottosuolo marino come arma di scambio prima del collasso totale.
Attualmente si parla di un ridimensionamento di stipendi e pensioni dei dipendenti governativi (che ha Cipro sono privilegiati) mentre nel privato gli stipendi sono stati ridotti di un buon 20/30% ed anche molti hanno perso il lavoro.
La crisi immobiliare è galoppante e le case hanno perso oltre il 50% del proprio valore.

Cherchez le gas...

La situazione è precipitata quando sono stati scoperti importantissimi giacimenti di gas e di petrolio nelle acque territoriali di Cipro.
Quando sono iniziate le prospezioni la Turchia, con l'ingenuità dei giovani, ha fatto scintillare la spada inviando navi da guerra nell'area di ricerca e dichiarando che "le risorse naturali di Cipro non possono essere utilizzate come garanzia nel Fondo di solidarietà. Che nessuno proceda senza tener conto dei diritti dei turco-ciprioti comproprietari dell’isola, altrimenti si aprirebbe una nuova crisi nella regione".
​La Russia fino a ieri grande sostenitrice di Cipro per lo sbocco che le forniva verso il sistema bancario europeo, ha temuto che una nuova fonte con relative pipelines sostituisse le sue nel rifornire l'Europa. La quale ha deciso di scatenare l'offensiva per la conquista dell'isola, non più provincia di vacanza ma miniera di gas a basso costo, distruggendone in un sol colpo sistema bancario ed economia privata.

Le nuove guerre

Dopo il bagno di sangue della seconda guerra mondiale sembra che in Europa si sia stabilmente acquisito il rifiuto della guerra, pertanto tutte le attuali operazioni militari sono state pudicamente battezzate come operazioni di pace, azioni di polizia o iniziative di protezione della popolazione civile.
Tutto molto bello: si uccidono, o si fanno uccidere, delle persone per proteggerne delle altre in nome di concetti abbastanza astratti che vengono accettati in funzione di ciò che più conviene. In genere i contendenti sono convinti delle loro buone anzi ottime ragioni e l'Europa interviene scegliendo di volta in volta se sia più conveniente aiutare il legittimo governo contro i terroristi o gli oppressi insorti contro il "tiranno". Lo stesso meccanismo, senza bombe né portaerei lo si è adottato con la Grecia, con Cipro e potrebbe essere presto esteso ai non acquiescenti come, ad esempio, un'Italia governata da Grillo.

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