Mancanze

8 racc mancanze

Devo cominciare a prendere nota di tutto questo.

Ormai è capitato troppe volte per essere una coincidenza. Quello che succede non ha spiegazione. Ho deciso di aprire un file sul mio computer qui alla Digital, da aggiornare giorno per giorno. A ogni aggiornamento me lo invio su due diversi indirizzi di posta elettronica, perché potrebbe capitare qualcosa anche al mio computer, il portatile di casa oppure quello in ufficio.

Forse tutto questo ha una spiegazione razionale, o forse no.

Se non ha una spiegazione razionale, vuol dire forse che sono pazza? O che qualcuno si sta dando da fare per farmi credere di esserlo?

Comincio dal principio, è meglio.

 *

Una settimana fa, lunedì, esco dalla Digital alle nove di sera, dopo avere passato la giornata a telefonare a gente sconosciuta per proporre servizi che non interessano a nessuno. E non trovo più la macchina.

In un primo momento penso di essermi dimenticata dove l'ho parcheggiata. E invece no, lo ricordo benissimo, perché appena scesa mi sono fermata a guardare la vetrina dei saldi del negozio di scarpe e ho pensato che non mi posso più permettere di fare acquisti neanche con le svendite. La macchina era lì davanti. Ma adesso non c'è più. Una Yaris di seconda mano, non so a chi diavolo potesse interessare rubarla.

Vado dai carabinieri e denuncio il furto. Dalle loro facce capisco che la mia macchina non la rivedrò mai più.

Martedì vado a lavorare prendendo la metropolitana. Il cellulare squilla in continuazione. È il mio ex, Piergiorgio. Non rispondo. Gli ho già detto di non chiamarmi mentre sono in ufficio. Adesso non gli rispondo proprio, tanto lo so che cosa mi vuole dire. Quando torno a casa però trovo un suo messaggio in segreteria. Insulti, minacce, le solite frasi: dice che devo sparire dalla faccia della terra.

Non lo sopporto più. Mi faccio un piatto di spaghetti e quando cerco il colapasta non lo trovo. Ero sicura di averlo appeso come al solito al gancio sopra il lavandino. Guardo in tutti gli armadietti, non c'è. Alla fine mi arrangio a scolare la pasta come posso. Però è strano.

Mercoledì la mattinata scorre tranquilla. Nessuna chiamata al cellulare. Guardo nella borsetta. Infatti il cellulare non c'è. Mi dico che l'avrò lasciato a casa, anche se sono sicura di averlo preso prima di uscire. Ovviamente quando torno a casa non lo trovo da nessuna parte. È sparito pure quello. Per come sto adesso a soldi è un problema dovermene comprare uno nuovo. Per non parlare di tutti i numeri in rubrica. Il telefono fisso c'è ancora e la segreteria telefonica lampeggia. Ascolto un po' di insulti dal mo ex. Non mi piace quando ripete con quella voce gelida che "devo sparire".

Giovedì non succede niente di strano tutto il giorno. Mi rassegno a comprare un nuovo cellulare, centocinquanta euro che se ne vanno. Torno a casa e in cucina non manca niente. Guardo un telegiornale, poi mi preparo per andare a dormire. In camera manca qualcosa. Il letto. Nel senso che ci sono materasso, lenzuola, coperte e cuscini, tutto arruffato come l'ho lasciato stamattina prima di correre a prendere il metrò. È proprio il letto che manca.

È chiaro che qualcuno mi sta facendo un brutto scherzo. Mi entra in casa e mi porta via un oggetto alla volta. Non c'è bisogno di andare a cercare lontano il colpevole: il mio ex mi ha ridato le chiavi, ma non ci avrà messo niente a farne una copia. Sì, ma... come ha fatto a farmi sparire il letto? Di giorno in qusto palazzo sono tutti al lavoro e non c'è la portineria, può averlo smontato e caricato in macchina.

Dormo sul materasso e il giorno dopo, venerdì, prima di andare in ufficio torno dai carabinieri. Mi dicono che posso sporgere denuncia contro ignoti. Racconto delle telefonate del mio ex. Non c'è una legge contro lo stalking? Mi rispondono che le minacce non vogliono dire niente. Possono intervenire solo se succede davvero qualcosa. Gli do il nome e l'indirizzo di Piergiorgio, così se mi ammazzano sanno chi andare a prendere. Non li mando affanculo solo perché non voglio essere arrestata per insulto a pubblico ufficiale.

  1. Sabato sono tentata di chiedere a Mariella se mi accompagna in macchina all'Ikea per prendere un letto nuovo, ma lascio perdere. Per ora mi basta il materasso. Non sento squillare il telefono: possibile che Piergiorgio abbia deciso di non martirizzarmi di chiamate proprio quando sa che sono in casa? La risposta è semplice: è sparito il telefono fisso. C'è il tavolino, c'è il filo che arriva al muro, ma manca l'apparecchio. C'era ancora venerdì sera quando sono rientrata a casa? Certo che c'era: ho sentito la solita litania di insulti dal mio ex! Vuol dire che è entrato in casa stanotte, mentre dormivo. Corro dalla vicina e chiamo un pronto intervento per far cambiare la serratura. Quattrocento euro. Ma così sono più tranquilla.
  2. Domenica ho promesso di andare al cinema con le amiche. Cerco nell'armadio l'ultimo paio di scarpe che ho comprato quando avevo ancora uno stipendio decente, prima che Piergiorgio mi facesse licenziare dall'agenzia pubblicitaria in cui lavoravamo insieme. Lui si trombava le altre, lui mi ha fatto perdere il lavoro ed è già un miracolo che io abbia trovato un dannato posto in un ufficio di telemarketing dove mi pagano a provvigioni, sempre che mi paghino.

Be', non lo trovo il maledetto paio di scarpe. Il mio ex è pure feticista, a quanto pare. Deve averle prese quando ha portato via il letto. Metto un altro paio, esco e al momento di pagare il biglietto del cinema non trovo più il portafogli nella borsetta. C'era, quando ho pagato il fabbro perché cambiasse la serratura. Blocco bancomat e carta di credito chiamando dal cellulare di Mariella; il biglietto me lo paga lei.

Torno a casa dopo mezzanotte. È di nuovo lunedì. E in casa non c'è più la libreria. Libri, dvd, cd e soprammobili sono tutti sparsi sul pavimento. Come ha fatto a entrare? E a smontare da solo la libreria e farla sparire mentre ero fuori? Sono al sesto piano e non può essere passato dalle finestre, che in ogni caso sono ancora perfettamente chiuse dall'interno.

Oggi, lunedì, sono passata in banca, ho dovuto fare la coda per prendere un po' di soldi. Poi ho chiamato Piergiorgio in agenzia, dalla Digital. La sua assistente - la conosco, è una di quelle che si trombava quando stavamo insieme - mi dice che non c'è. Figuriamoci. Sono tentata di proporle un'offerta di servizi digitali. A Piergiorgio mando un'email, gli dico che ho già avvisato anche i carabinieri. Non mi risponde.

 *

Ieri sono tornata a casa aspettandomi il peggio. Infatti. Stavolta non c'era più il frigorifero. Con tutto il suo contenuto. Ho chiamato una pizzeria e mi sono fatta mandare una margherita e una birra. Stamattina, martedì, sono tornata dai carabinieri per denunciare la sparizione della carta di identità insieme al portafogli. Ho l'impressione che mi credano pazza. Ho richiamato il mio ex dall'ufficio. L'assistente era molto preoccupata: mi ha detto che non lo vedono da giovedì, che non risponde né a casa né al cellulare.

Piergiorgio, penso io, dev'essere uscito di testa: passa le sue giornate a perseguitarmi e non si presenta più nemmeno al lavoro. Io sto cominciando a diventare paranoica. Non trovo più la pinzatrice. Dove cazzo l'avranno messa, la mia pinzatrice? Qui sparisce sempre tutto. Mi faccio prestare quella della collega della scrivania accanto.

 *

Mercoledì. Poteva andare peggio del solito? Sì. Adesso sta diventando un vero incubo.

 Ieri: mangio un toast in un bar, torno a casa, apro la porta. Salotto, normale, a parte la libreria mancante; cucina, normale, a parte il frigorifero; camera da letto, normale, si fa per dire. Il bagno. È rimasta solo la piattaforma della doccia. Non ci sono più il lavabo, il gabinetto, il bidet, l'armadietto con lo specchio, i porta-asciugamani, gli asciugamani, la tendina della doccia. Mi metto a scattare foto con il cellulare, altrimenti nessuno mi crede se lo racconto. Poi chiamo Mariella e le chiedo se mi può ospitare per la notte. Mi dice di sì.

Decido di prendere un taxi: mi costa venti euro, ma non me la sento di aspettare i mezzi pubblici. Con la fortuna che ho, rischio di essere rapinata e violentata. E uccisa. Sto diventando paranoica sul serio. E se lui è là fuori, da qualche parte, e dopo avermi svuotato mezza casa vuole davvero far scomparire anche me, come ha minacciato al telefono?

Arrivo da Mariella, le racconto quello che succede, le faccio vedere le foto sul cellulare, le dico che è Piergiorgio che vuole farmi impazzire. Lei si mette a piangere. È l'ora delle confessioni.

Lui e lei si sono messi insieme da un mese. Anche a Mariella lui dice che vuole vedermi sparire dalla faccia della terra. Che non sopportava più le mie mancanze, sul lavoro e nella vita insieme. Le mie mancanze!

Poi Mariella mi dice che non lo sente più da giovedì. Può capitare che lui non si faccia vivo per un paio di giorni (come se non lo sapessi: quando deve scoparsi una delle sue troiette) ma adesso lei comincia ad avere paura che gli sia successo qualcosa.

Nel pomeriggio, dopo il lavoro, è persino andata a casa di Piergiorgio: non c'era, ma valigie, vestiti, tutto quanto era al suo posto nell'armadio. Lui non è partito, non va in ufficio, non è in casa, non è da nessuna parte. Mi è toccato persino rassicurarla. Ci siamo svuotate mezza bottiglia di whisky e quando mi sono svegliata stamattina lei non c'era.

 Non so come abbia fatto a uscire senza che la sentissi. Ho controllato di aver preso tutto prima di uscire, visto che non ho le chiavi e c'è la serratura a scatto. Poco fa ho provato a chiamarla sul cellulare: risulta non raggiungibile.

 *

Giovedì. Ieri sera, sarà stato per masochismo, curiosità o speranza che fosse tutto un brutto sogno e che ogni cosa potesse essere tornata normale, ho provato a tornare a casa.

Era vuota. Armadi, oggetti, è sparito tutto. Pure il lavandino in cucina, c'era solo il tubo che gocciolava dal muro.

Non è possibile. Mariella non rispondeva neanche al numero di casa. Ho cominciato a pensare che lei e lui siano complici. Hanno completato il loro brutto scherzo e poi sono scappati insieme. No, questa è davvero paranoia, mi sono detta.

Ho preso un taxi, sono andata a casa di Mariella. Ho suonato ai citofoni finché qualche idiota non mi ha aperto. Sono salita e ho tenuto il dito sul campanello per un minuto buono. Si è aperta la porta accanto sul pianerottolo. La vicina, una vecchia che ha l'aria di essere molto curiosa, dice che non l'ha vista e non l'ha sentita rientrare.

Ho paura. E se Mariella ha detto a Piergiorgio che mi ha ospitato la notte prima e lui l'ha presa male? Se le ha fatto qualcosa? Ho preso un altro taxi e sono andata all'Admiral Hotel; lì mi conoscono, è l'albergo in cui mandavo i colleghi che venivano da fuori, quando lavoravo in agenzia, e mi fanno lo sconto. Non potrei permettermelo in ogni caso, ma per il momento non vedo altra soluzione.

E stamattina, giovedì appunto, arrivo in ufficio e la mia scrivania è vuota. La capa mi dice che stanotte ci sono stati i ladri. Ma che stranamente hanno rubato solo un computer. Guarda caso, il mio. La cosa strana è che devono essere entrati con le chiavi. Ho guardato subito nella borsetta: le chiavi dell'ufficio non ci sono più, ma non l'ho ancora detto a nessuno. Adesso sto scrivendo sul computer in un'altra scrivania, quella di una collega a cui non hanno rinnovato il contratto (sai che contratto!) e che ancora non hanno sostituito.

Qui c'è un sacco di gente che sparisce. Nel nulla. Come le mie cose, la mia relazione, la mia amica, il mio lavoro, la mia vita. Non so più che cosa pensare. A parte che la mia capa mi guarda storto perché sto scrivendo al computer e non sono al telefono a rompere le palle a qualche sconosciuto.

 *

Venerdì. Ieri sera sono tornata in albergo. Nella mia stanza non c'erano più le lenzuola nel letto e gli asciugamani nel bagno. Il portiere non se lo riusciva a spiegare: ha detto che quella mattina la cameriera del piano deve avere fatto confusione e avere pensato che la stanza fosse stata liberata, ma è strano che non l'abbia preparata per un nuovo cliente. Stamattina non ho avuto tempo di chiedere se avessero scoperto qualcosa quando la cameriera è rientrata in servizio. Tanto conosco già la risposta. Prima o poi tutto intorno a me sparisce.

Sono alla Digital, ancora alla postazione di ieri, giusto accanto all'ufficio della capa, che non mi perde di vista un momento da dietro la vetrata. Mi mando giusto questo aggiornamento via email e poi torno al lavoro.

Stasera devo pure fare gli straordinari fino alle dieci e trenta, come se la gente a casa non aspettasse altro che una telefonata a quell'ora per fare l'abbonamento a un servizio digitale. Certe volte mi fanno sentire veramente una merda, e hanno ragione. Mi fanno venire voglia di sparire sul serio.

 *

Nota del comando CC: questo è l'ultimo messaggio personale sulla casella di posta elettronica del soggetto, recuperato dall'ultimo computer da lei utilizzato negli uffici della Digital Plus.

La Cavazzini Annalisa risulta essere uscita dall'ufficio poco dopo le 22.30 di venerdì e non si è ripresentata lunedì mattina. La sera di venerdì non risulta essere tornata all'Admiral Hotel , dove non ha nemmeno pagato il conto; nella sua stanza non sono stati rinvenuti oggetti personali. Il suo appartamento è completamente vuoto, mancando del tutto anche i sanitari.

Da dieci giorni non si hanno notizie neppure del suo ex fidanzato, Colapinto Piergiorgio, e dallo scorso giovedì nemmeno dell'amica della Cavazzini, Cilluffo Mariella.

La Cavazzini si è presentata più volte al comando CC sostenendo che il Colapinto Piergiorgio la perseguitava, ma non esiste alcun riscontro in proposito, a parte le dichiarazioni della Cavazzini stessa.

La direttrice della Digital Plus ha denunciato altresì l'ammanco di euro 30.000 in contanti che teneva in un cassetto chiuso a chiave nel proprio ufficio, per gli abituali pagamenti in nero alle dipendenti.

A tutti gli effetti, la Cavazzini Annalisa risulta sparita dallo scorso venerdì.

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