La ballata del terzo millennio

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QUESTA È LA STORIA DI ETHOS E MIRINA
LUI PERSE IL SUO LAVORO UNA MATTINA
“Allora” disse Mirina “per favore vuoi raccontarmi tutto per bene?”
Ethos si lasciò cadere su una sedia. Era giugno, il caldo andava oltre le peggiori previsioni meteo, e il foruncolo sul collo per il morso della zecca gli bruciava più di ieri.
“Cos’è, un altro tribunale?” esclamò irritato.

Lei gli prese una mano. “Ma no, che dici...”.
“Era nell’aria, maledizione!” sbottò Ethos. “Ci avrei giurato. E ora che facciamo?”
“Tesoro, qualcosa faremo...”
MASHITA DISSE: GLOBALIZZAZIONE!
SOLO UN COMPUTER VAL MILLE PERSONE!
“È stato semplice, cara” riprese Ethos. “Mi ha chiamato in Direzione. C’erano andati altri prima di me, nei giorni scorsi. Solita musica: ficcatevi in testa che anche il management medio-alto è morto, restano pochi livelli in cima e pochissimi alla base. Azienda virtualizzata... per misurare l’affidabilità del cliente non serve più il fiuto commerciale, bastano pochi calcoli basati su noti parametri con un software ultrarapido che costa tre soldi...”
Era stato perfino cortese il dottor Mashita, ma a lui era rimasta in testa quella parola: re-engineering.
“Mi sembra di essere stato giustiziato sul posto di lavoro, senza processo” concluse fissando Mirina.
Lei disse: “Da Mashita?”
Ethos rispose: “Sì... anzi, no. Dal re-engineering”.
Ora, a 40 anni doveva cercarsi ancora un altro lavoro. E stavolta non sapeva proprio quale, dove, come.
“Dovrò riciclarmi, cara. Come ci ripetono gentilmente da anni, il lavoro dovete inventarvelo”.
“Ma tu sei un esperto, un grosso esperto finanziario!”.
“Esatto. Un settore ultra-inflazionato. Dovrò necessariamente provare in tutt’altro ambito. L’ha fatto perfino quell’inconcludente di tuo cugino Arturo”.
PENSÒ DI TOSAR PECORE NEOPUNK
FACENDOGLI ASCOLTAR GLI ANANSIE SKUNK
Per giorni e notti, s’immerse in rete alla ricerca di offerte di lavoro. “Hai trovato qualcosa, Ethos?” Era questo il ritornello mattutino, mentre entrambi sedevano in cucina, avvelenandosi la colazione: Mirina con le palpebre gonfie, lui con gli occhi arrossati e lacrimanti per la veglia dinanzi alla luminescenza dello schermo.
Ma un giorno – era trascorsa una settimana – le rispose:
“Ho trovato, Mirì. Vuoi sapere cosa?”. E con espressione stupita e allarmata di lei, Ethos enumerò. Tre richieste per acquanauta (mansioni di servizio) in batiscafo sui fondali dell’Oceano Indiano per un centro di ricerche di Nuova Delhi; esperto in pompe calore su una stazione spaziale russo-coreana in orbita a 400 km. di altezza. Arruolamento nell’esercito mercenario nello staterello del Bahtmaswahli, Centro-Africa (richiesta specializzazione in armi laser). Massaggiatore eterosex in hotel cinque stelle extralusso, Thailandia. Operaio per posa cavi a larghissima banda sulle Ande (“Lavorate con noi, daremo agli Indios le più moderne tecnologie!”). Tecnico per invio nello spazio di rifiuti ad altissima tossicità. Operaio per il trattamento di aree irradiate. Sorvegliante-manutentore di laboratorio in Antartide per lo studio del buco d’ozono. Cavia per sperimentazione ormonale per cambio definitivo del sesso. Flagellatore in pratiche S&M (sadomaso)... Quando Ethos nominò l’ultima: “Tecnico in azienda di allevamento nel Bellunese”, Mirina disse speranzosa:
“E per questa hai contattato?”
“Volevo farlo con te”.
Terminarono la colazione, poi Ethos compose il numero. Sul piccolo video si disegnò la faccia annoiata di una signorina. “Che lavoro proponete?” lui chiese.
“Tosatura pecore” disse la campionessa di noia.
“Vuol dire... dovrei tosarle tutte?”. Quella rispose:
“Ma che dice... La tosatura è robotizzata, però in media 4 volte su 100 il meccanismo provoca all’animale ferite o acconciature da cantante neopunk. Lei deve medicare o correggere manualmente gli errori”.
“Grazie” disse Ethos fissando Mirina “ci penso un attimo”. Posò il ricevitore, poi rifletté: “Chissà, potrei lavorare ascoltando musica. Gli Skunk Anansie, per esempio. Roba passata. Ma ben digerita. Per una musica che non impegni. Che rilassi. Rilassa perfino gli animali...”.
Mirina lo osservava rabbuiata.
ETHOS ERA CONVINTO CHE GIAMMAI
SI SAREBBE IMPIEGATO AI LETAMAI
La mattina dopo Mirina trovò la forza di scherzare:
“Il lavoro sulla stazione spaziale forse non era malvagio. Pensa, poter dire agli amici: vedete quella stellina lassù? È abitata da mio marito”.
Ethos bevve il caffè e si alzò.
“Mirì, sento che è la giornata buona. L’agricoltura, per esempio! La terra occorre coltivarla, si deve pur mangiare frutta e verdura, no?”.
Ma presto dovette convincersi che se un lavoro spariva era proprio quello, soppiantato da software agricoli, robotica delle coltivazioni e colture trasferite nei laboratori chimici. Fu Mirina, il pomeriggio seguente, a dirgli:
“Guarda! Un’altra richiesta di manodopera... Che vorrà dire? Azienda zootecnica, Manure Fertilizer SpA, tre posti disponibili. Dai!”
Chiamarono. Restava un ultimo posto, il signor Ethos Marchi era interessato? “Sì” disse lui “ma un momento: manure... Che significa?”.
“Letame” risposero quelli, un po’ sorpresi dalla domanda. “Ci serve assistenza nella gestione del letame bovino”. Ethos evitò lo sguardo di Mirina.
“Mi sta bene. Cosa offrite?”.
TROVÒ UN LAVORO DI CORIANDOLI E ALIANTI
PER RENDER MENO TRISTI TUTTI QUANTI
Dei terribili giorni alla Manure, Ethos non avrebbe ricordato né i perfetti impianti (che però a volte saltavano, e lui doveva intervenire manualmente), né le reclamizzate praterie verdi intorno all’azienda (un vero inganno), ma ciò che lo braccava e seguiva perfino nella stanzetta d’albergo: il fetore. Tuttavia tre settimane dopo telefonò a Mirina per la bella notizia.
Lei non c’era, le lasciò un messaggio:
“Ho trovato nuovo lavoro! Mirì, oggi la gente è triste. Perfino i comici in tv fanno piangere. Lo Stato stavolta l’ha notato, e crea una nuova figura, un operatore sociale di strada: l’Arlecchino-On-The-Road! Non ridere, anzi sì: vuol dire che funziona! Vestito di colori, girerò per città e piazze. Mi forniranno testi, battute, gadgets ad alta tecnologia, sketch. Ma ci metterò anche del mio. Commetterò innocenti monellerie tra la folla: per far sorridere il mondo, per strappare un attimo la gente ai suoi pensieri ossessivi, alla crisi, al governo. Sarà liberatorio anche per me! Lascio il letame per la gioia anti-letame, per le musichette, i voli della fantasia e degli alianti, i coriandoli. A presto, mia Colombina!”.
C’ERA SEMPRE LO SMOG DELLA MENTE
CHE SMORZAVA I PENSIERI DELLA GENTE
Girò strade e piazze e contrade e periferie Ethos, e rimase tre lunghi anni via da casa. Tre anni ricchi di giochi, clownerie e sorrisi di bambini, anziani, visi d’ogni colore...
Ma poi rinunciò.
Perché neanche l’Arlecchino funzionava più.
La gente era sempre più preda di stress, rabbia... e tristezza. Anzi peggio: ottundimento dei sensi. Catastrofe del pensare. La gente aveva eretto un muro intorno. Allora scrisse una lunga e-mail a Mirina:
“Mia cara, devo riciclarmi ancora! Ma ho deciso: sarò un Rigeneratore di Sensi. C’è bisogno di chi sappia riportare nel mondo il piacere antico dell’olfatto, della vista, dei sapori, del bello e del brutto. Dal pensare.Attrezzerò uno studio-laboratorio mobile, tecnologico, per far riscoprire gli odori di un bosco dopo l’acquazzone, la fragranza del pane appena sfornato, l’aroma intenso delle fresie. O per far captare l’intreccio di un preludio di Bach, vedere con nuovi occhi un Matisse, i colori offuscati dallo smog, gli ideali di un mondo migliore. Lo smog della mente. Per ristabilire il circuito con la Natura interrotto. Ho idee per farlo, col mio progettato laboratorio itinerante, che userà una tecnologia stavolta davvero al servizio dell’uomo. Vuoi unirti a me nella mia ultima avventura? Ti aspetta il tuo Ethos”.
MIRÌ ED ETHOS PER TERRE LONTANE
FRAGRANZE DI GARDENIE BLU E DI PANE
AMICO, LA BALLATA SMETTE QUI

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Vittorio Catani è nato a Lecce nel 1940.
Dal 1962 scrive saggistica e narrativa, soprattutto di genere fantastico e fantascientifico.
Funzionario di banca in pensione, vive e lavora a Bari e collabora al quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”, al trimestrale di ecologia “Villaggio Globale”, alle riviste telematiche “Fantascienza.com” e “Carmillaonline”, alla antologia periodica del fantastico “Alia”.
Ha curato l’antologia Il futuro nel sangue.
Ha avuto traduzioni in Francia, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia, Giappone, Brasile. 
La sua narrativa è caratterizzata dalla scelta di argomenti sociali, ecologici, psicologici, presentati in veste avventurosa e insieme come allegoria del reale.

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