Il fascino della paura

 

Ricordando il 21◊12◊12

I registi di Hollywod hanno rappresentato la fine del mondo almeno un centinaio di volte, distruggendo il nostro pianeta con la loro fantasia, ma non sono gli unici ad averci guadagnato sopra.
Potrebbe essere interessante indagare quegli aspetti della natura umana che spingono gli individui a costruirsi scenari terrorizzanti e a vivere nell’attesa di eventi che …puntualmente non si verificano.

Ormai che la fatidica data della tanto temuta fine del mondo è passata senza che succedesse niente (...a parte il governo Monti!), beh, parliamone!

Può darsi che sia per evitare episodi di panico di massa, visto che con l’appropinquarsi delle “varie fini del mondo” si sono verificati in tutti i tempi moltissimi episodi di suicidi di massa. Oppure perché se n’è discusso così tanto che ormai non c’è quasi più nulla da dire.

È una necessità della natura umana? O non è piuttosto una sua caratteristica legata ai meccanismi di difesa della mente che non riesce a gestire l’ignoto e viene abilmente sfruttata da manipolatori assetati di potere, pazzi o visionari?

Nel recente passato sono state la minaccia atomica e la guerra fredda a tenere l’umanità con il fiato sospeso: questioni apparentemente ideologiche, ma pur sempre rigorosamente economiche che hanno tenuto in scacco le nazioni. Oggi non meno inquietanti scenari legati al fondamentalismo religioso (di qualsiasi confessione si tratti) o ad eventi incontrollabili, amplificati dalla nostra ignoranza, terrorizzano l’umanità.

Finemondo incappucciatoIl terrorismo

Il terrorismo sembra essere stato, fin dalla notte dei tempi, una strategia vincente, in grado di far cadere nella trappola della paura, soprattutto se inoculata da credibili interlocutori, perfino persone razionali ed intelligenti.

Che caratteristiche e che tipo di carisma deve avere un individuo per poter disseminare il terrore di un evento apocalittico? In che situazione deve trovarsi colui il quale si lascia sopraffare dall’emozione negativa della paura? Chi ci guadagna? E soprattutto cosa ci guadagna chi sparge la voce che si sta avvicinando la fine del mondo e su quali sentimenti fa leva?

La storia pullula di profezie terrificanti che sfruttano la paura dell’ignoto. A volte sono stati dei visionari, a volte dei pazzi., ma anche scienziati, filosofi e persino un Papa. Alcuni hanno guadagnato in potere, altri in consenso, altri, una volta sbugiardati dagli eventi hanno ammesso candidamente di aver solo sbagliato la data; per alcuni la fine è stata solo la loro.

La Paura

È facile speculare sulla più forte delle emozioni umane: la paura, un’emozione negativa che impedisce al cervello di pensare a 360° e lo riduce ad un ammasso gelatinoso incapace di decidere strategie, di prendere decisioni, paralizzato per il terrore. 

Non è solo ciò che si conosce a mettere paura, ma ancor di più l’ignoto: quella grande voragine che ci si para davanti e che prende il nome di futuro e della quale ci sfuggono connotazioni e certezze, quel dopo da sempre dipinto a tinte fosche da coloro i quali si ritenevano, o volevano essere ritenuti, i detentori della conoscenza di fronte alla povertà del non sapere.

Il terrorismo è sempre stato usato per giustificare poteri arbitrari non solo politici, ma anche religiosi o pseudo tali, ancorché all’interno di relazioni asimmetriche, apparentemente amichevoli e familiari da stalker o mariti/padri-padroni. Oggi la sconfinata possibilità di comunicare consente che eventi paventati vengano ancor più amplificati da campagne mediatiche. L’ignoranza è un humus veramente formidabile adatto a far attecchire il terrore, ma anche persone preparate e intelligenti possono esserne vittime proprio perché, come tali, non escludono mai niente, partendo dal presupposto che ciò che si riesce ad immaginare può davvero accadere.

Finemondo MayaPossiamo inquadrare in diversi modi la sindrome che attanaglia il 10% della popolazione: persone preda di paure ancestrali, individui succubi del loro inconscio in agguato, della paura come necessità per sviluppare meccanismi di difesa, di un atavico terrore dell’ignoto o in fuga dalla realtà. Coloro i quali non se ne curano sono solo dei poveri scettici che finiranno i loro giorni senza prendere nella debita considerazione segni significativi?

Le sincronicità delle molte predizioni che fissano più o meno con la fine di questo 2012 il termine di un’era e l’inizio di un altra possono avere un significato reale? 

Perché la gente si è così interessata alle profezie dei Maya e alla fine del loro calendario detto del Lungo Computo?

La Fine

Finemondo signorelli

La Fine è una paura ancestrale. L’uomo ne è vittima inconsapevole fin dalla notte dei tempi. Lo stato di disorientamento che ci coglie nel pensare alla distruzione del nostro pianeta è probabilmente più forte di quello che proviamo quando pensiamo alla nostra morte.

Questo evento annienterebbe la nostra spinta genetica a lasciare un segno del nostro passaggio attraverso la procreazione e a salvaguardare la specie. Sarebbe un segno di estinzione non codificato né previsto nel nostro DNA.

Molte le domande che siamo andati via via ponendoci, un po’ meno le risposte certe, perché quando ci s’inoltra nella reazione irrazionale della mente a sollecitazioni create più o meno consapevolmente per destabilizzarla, i metodi razionali di analisi hanno poca valenza.

Aspettando il giorno fatidico in cui i Maya hanno “predetto” la fine della nostra era, l’unica cosa sensata che possiamo fare per demonizzare questa strisciante paura, che se pur labilmente ci sfiora, è ripercorrere la lunga lista delle più famose predizioni apocalittiche conosciute: e il fatto di stare qui a parlarne dimostra che nessuna di esse si è mai verificata. (vedi la tabella a fine articolo).

Avremo modo così di appurarne l’infondatezza, sorridere dei pretesti e delle ipotesi forzosamente inoppugnabili su cui poggiavano i loro fondamenti e capire che in ogni epoca soprattutto in quelle più buie è molto facile innescare la scintilla del dubbio e alimentarla soprattutto nelle menti dei più inermi.

La prima delle molte profezie non avverate.

Fu l’eremita Bernardo di Turingia il primo a profetizzare la fine del mondo che, secondo le sue deduzioni, si sarebbe verificata nell’anno 992 d.C.

Alcune coincidenze rendevano la data del 25 Marzo di quell’anno la prescelta. Infatti nel 992 d.C. il giorno corrispondente a quello in cui era avvenuta l’Annunciazione (il 25 Marzo), avrebbe coinciso con la ricorrenza della morte di Gesù (il Venerdì Santo) ed in quello stesso giorno si sarebbe verificata un’eclissi di Sole. Tutto ciò sembrò assolutamente convincente per gli uomini del suo tempo e furono in molti a credere in tutta Europa alla sua profezia e a rifugiarsi in luoghi reputati sicuri, ma non avvenne nulla.

Dal 992 ad oggi sono state circa 70 le volte che l’umanità ha atteso un’immensa catastrofe che mettesse fine al pianeta terra. L’umanità ha atteso quindi per almeno 70 volte l’Apocalisse, convinta e plagiata dalle parole di predicatori, astrologi, astronomi, sismologhi, entomologi, ricercatori (MIT di Boston), metereologi, piramidologi, profeti, mistici cristiani e non, abati, sacerdoti di ogni setta o religione, monsignori, papi (sì anche un Papa), matematici (il famoso Jacques Bernoulli, proprio quello del teorema omonimo), filosofi, politici (è il caso di Niccolò Macchiavelli) teologi, apologeti, scienziati, ingegneri della NASA, telepredicatori, medium e chiaroveggenti.

Merita un cenno anche una delle poche donne della serie, la profetessa Juhanna Southcott che, sotto il titolo di The Strange Effects of Faith (Gli strani effetti della fede), pubblicò un libro con l’annuncio della fine del mondo (che sarebbe avvenuta 19 ottobre 1814) nel quale affermava di essere lei stessa l’incarnazione della “donna avvolta di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo”, descritta nell’Apocalisse (12,1).

Finemondo Apocalisse
Tra le Profezie sulla fine del nostro Mondo mai avverate, sono numerose quelle che presentano riferimenti religiosi, misti a quelli pagani. Il senso di straniamento di fronte al prodigio (vedi le comete) divenne un pretesto per predire sventura... Tutto ciò che si percepiva come fuori dalla normalità fu inteso come minaccioso.

La storia dell’uomo, purtroppo, ci insegna che è ancora così. Si finisce per temere ciò che non rientra nei nostri canoni di “normalità”! Una forma di mistificazione della realtà ante litteram. sfrutta la paura dell’ignoto. Nella tabella in fondo a questo articolo abbiamo riportato oltre una settantina di profezie catastrofiche mai avveratesi a partire dall'anno mille!

 

Alla maniera della Sibilla

Una citazione a parte merita Nostradamus: il più celebre scrittore di profezie della storia, reso famoso dalla sua raccolta di quartine in rima suddivise in gruppi di 100, dette Centurie.

Finemondo nostradamusPer rendere più oscuri i suoi testi, inizialmente scritti in francese, utilizzò giochi di parole e varie lingue contemporaneamente, come il provenzale, il greco, il latino, l’italiano, l’ebraico e l’arabo.
Le quartine, una volta pubblicate, suscitarono le reazioni più disparate: alcuni pensarono che Nostradamus fosse un servo del diavolo, un impostore, o un pazzo, mentre gran parte dell’élite credeva che le sue quartine fossero profezie ispirate spiritualmente. Il profeta aveva previsto la totale distruzione della razza umana per l’anno 1732, ma anche questa volta l’evento che non si verificò.

I sostenitori dell’attendibilità del profeta, sono unanimemente d’accordo nel riconoscergli la capacità di aver predetto un incredibile numero di eventi che si sarebbero susseguiti nella storia del mondo, tra cui la rivoluzione francese, la bomba atomica, l’ascesa al potere di Adolf Hitler, e persino gli attentati dell’11 settembre 2001. Nessuno tuttavia ha mai dimostrato di poter ricavare dalle quartine di Nostradamus dati attendibili per la previsione del futuro, giacché si tratta di esempi evidenti di chiaroveggenza retroattiva e le quartine sono scritte in un modo così ambiguo che chiunque, a posteriori, possa interpretarle a suo piacimento.

Le mancate Apocalissi

Grande delusione generò nei seguaci dei profeti, e spesso nei profeti stessi, il non verificarsi delle apocalissi. Molti dei seguaci si allontanarono, una buona parte dei profeti si uccise, molti furono incarcerati, altri, una volta superato lo shock, cercarono di trovare una plausibile giustificazione all’errore, ma la cosa più incredibile è che la gran parte di questi visionari, attribuendo il fallimento della previsione ad un semplice errore nel calcolo della data, ne propose un’altra e poi un’altra, fino a raggiungere in un caso l’incredibile numero di quattro! A volte dissero che erano state prorio le loro preghiere a scongiurare l’Apocalisse annunciata.

Talvolta furono le profezie stesse a generare incalcolabili danni o suicidi di massa. Esempio ne fu il secondo Diluvio Universale previsto dall’astronomo e cartografo Johannes Stoeffer per il 20 febbraio del 1524. Un’isteria diffusa dilagò in tutta Europa, man mano che si avvicinava la data, provocando un panico generalizzato, al punto che oltre 20 mila persone abbandonarono le loro case. Il priore di St. Bartholomew fece sigillare la propria Chiesa dopo averla riempita di scorte sufficienti per sopravvivere per alcuni mesi. In Germania il conte Von Iggleheim si era costruito un’arca che fu presa d’assalto dai suoi concittadini terrorizzati. Durante uno scontro sull’imbarcazione, il nobiluomo cadde sotto un fitto tiro di pietre. Altre centinaia di persone morirono nel tumulto che ne seguì.

In Italia persino lo storico, scrittore, politico e filosofo Niccolò Machiavelli sposò la teoria di Stoffler sulla fine del mondo e invitò la popolazione di Firenze a rifugiarsi nelle colline vicine e a vivere con gli eremiti.

Alcune incredibili conseguenze della paura per la fine del mondo.

Sono molte le persone che, sopraffatte dal senso di paura, attivano i più incredibili meccanismi per demonizzarla. Si tratta di accorgimenti che se affrontati con un approccio razionale, fanno un po’ sorridere. Cosa me ne faccio di un inattacabile rifugio antiatomico in grado di prolungare la mia esistenza di qualche mese, se poi, una volta uscito vivo di lì, non trovo più nessuno, nè sostentamento, nè piante, nè animali, nè aria respirabile, nè luce? Abbiamo già visto che la paura è una cattiva consigliera e che si propaga ed amplifica se condivisa. Un buon affare ovviamente per chi ne ha fatto, e c’era da scommetterci, un grande business.

Finemondo vivos

D’altro canto, secondo un sondaggio condotto per Reuters dall’istituto Ipsos, realizzato in 21 paesi, il 15% degli intervistati (una persona su 7) pensa che la fine del mondo sia imminente. Ed il 10% a crede che questa possa aver luogo il 21 dicembre 2012, cosi come profetizzato dai Maya.

Il sondaggio evidenzia differenze rilevanti fra i vari paesi: solo il 6% dei Francesi intervistati crede che la fine del mondo avverrà nel corso della loro vita, seguiti poi dai belgi e dagli inglesi (7%). Sono invece circa il 22% in Turchia e negli Stati Uniti e poco meno in Argentina e nell’ Africa del sud le persone convinte che vedranno con i loro occhi la fine del mondo. Il sondaggio evidenzia inoltre che sono proprio le persone più giovani, con meno di trentacinque anni ad essere sicure che capiterà loro qualcosa il prossimo 21 Dicembre.

In realtà nessuno di coloro che pensano che la fine della Terra avverrà entro il 2012 sa con precisione cosa accadrà. Questo rende complicato predisporre un kit di sopravvivenza standardizzato per ogni tipo di catastrofe, gas, fuoco, acqua, uranio...ce ne vorrebbe uno.

Alcuni immaginano che l’apocalisse sarà preceduta una vera e propria catastrofe naturale dovuta all’inversione dei poli magnetici, a tempeste elettromagnetiche o a collisioni con asteroidi. 

Coloro i quali, invece, ipotizzano catastrofi nucleari o militari si muniscono di depuratori per l’acqua, desalinizzatori, cibo non deteriorabile (scatolette e affini) o pasti sostitutivi tecnici in barretta (provviste per almeno 24 mesi), walky talky e CB o fuoristrada talvolta blindati con adeguate scorte di carburante, medicinali e maschere antigas. Molti accumulano scorte alimentari e generi di varia necessità. Fioriscono siti, blog, forum e libri, manuali e video-documentari che forniscono indicazioni sull’ l’equipaggiamento necessario per sopravvivere alle catastrofi.

Catastrofi a scelta

Che siamo vicini alla fine del mondo non è quindi probabile, anche perché nessuno concorda sul come. Le teorie catastrofiste riportate nella finestra della pagina accanto sono variegate, allarmanti e fantasiose. A volte non hanno alcun riscontro scientifico e comunque spesso si ammantano di spiegazioni pseudo credibili. Spesso hanno portato grandi guadagni, vendendo milioni di copie o spillando denaro.

Ricordiamoci infine che dall’11 al 21 Dicembre 2012 a Napoli ci sarà la Mostra Internazionale di Pittura, Scultura, Fotografia, Grafica, Installazioni Visive, Poesia e Narrazione sul tema dell’Apocalisse del 2012. 

Vediamoci tutti lì per scongiurare insieme attraverso l’arte le 1000 profezie che ci danno per spacciati.

 

Le molte “Finis Mundi” mai avveratesi

Finemondo signorelli partAnno Mille. L’Apocalisse: mille non più mille.
Ben prima del 2012 (verso il 90 d.C. secondo la maggioranza degli studiosi) l’Apocalisse dell’Apostolo Giovanni prediceva l’avvento di un periodo di 1000 anni entro la cui fine, con il ritorno di Cristo, avrebbe trionfato la giustizia, affermando inoltre: “Dopo Mille anni Satana sarà disciolto.” Molti fedeli credettero che questo si sarebbe verificato e, poiché non si sentivano degni di entrare nel regno dei cieli, pensarono che fatalmente avrebbe coinciso con la fine del mondo. 

La profezia fu confermata da una serie di eventi straordinari quali: un’eclisse di sole, la peste, un inverno rigidissimo, una terribile eruzione del Vesuvio, un’invasione barbarica. Si impose così la convinzione che la fine del mondo fosse prossima. La leggenda tramanda come, alla vigilia di Capodanno dell’anno 1000, una folla enorme si fosse radunata a Roma in attesa della fine del mondo.
1033, fine del mondo: profezia di Raoul Glaber
Il monaco francese Raoul Glaber (985-1047) fondò le sue previsioni sugli studi e gli scritti fatti intorno all’anno 1000. Quando vide che l’umanità era sopravvissuta all’ingresso nel secondo millennio, ritenne che i mille anni non avrebbero dovuto essere calcolati dalla nascita di Cristo, bensì dall’anno della sua morte. Secondo il monaco francese Glaber quindi la fine del mondo sarebbe arrivata nel 1033.
1186, allineamento dei pianeti: profezia di Giovanni da Toledo
L’astrologo Giovanni da Toledo, o John de Tollet, astrologo, negromante e archiatra di papa Innocenzo IV, aveva calcolato che il mondo sarebbe finito in occasione di un allineamento dei pianeti previsto per l’anno 1186. 
1260, Fine del Mondo secondo Gioacchino Fiore. 
Calabrese di Cosenza, fu leguleio alla Corte Normanna, successivamente abate e fiduciario papale poi. Nell’abbazia di Casamari studiò le carte del defunto cardinale Matteo d’Angers, grazie alle quali sostenne di fronte al Papa che il mondo sarebbe finito nel 1260. La sua Profezia si basava sul fatto che i giorni descritti nell’Apocalisse erano precisamente 1260 e quindi nell’anno corrispondente, si sarebbe avverata la profezia. 
1284: la fine del mondo secondo Innocenzo III
Ritenendo che la fede nell’Islam fosse iniziata nel 618, Papa Innocenzo III considerò ragionevole che tale periodo potesse durare un numero di anni pari a 666, “il numero del Diavolo”. La somma faceva 1284, e in quella data fissò la fine del mondo.
20 febbraio 1524: la fine profetizzata da Johannes Stoeffler
Nel 1499, in Germania, Johannes Stoeffer, cartografo e astrologo del conte von Iggleheim, previde un secondo Diluvio Universale per il 20 febbraio del 1524. In quella data si sarebbero allineati inoltre alcuni pianeti e si sarebbe verificata un’importante congiunzione planetaria. L’astronomo, professore di matematica presso l’Università di Tubinga, noto anche con il nome latino di Stofflerinus, aveva elencato una serie di disastri, diluvi e catastrofi drammatiche che si sarebbero abbattute su tutta Europa e avrebbero portato alla fine del mondo, fissata per il 20 Febbraio 1524. Sull’evento vennero pubblicati più di cento libri e molti altri astrologi confermarono l’evento e l’interpretazione come segno di arrivo di una catastrofe. Un’isteria di massa dilagò in tutta Europa, man mano che si avvicinava la data proposta dall’astronomo. A Londra la notizia sulla fine del mondo prevista da Stoeffler provocò un panico generalizzato, al punto che oltre venti mila persone abbandonarono le loro case. Il priore di St. Bartholomew fece sigillare la propria chiesa dopo averla riempita di scorte sufficienti per sopravvivere per alcuni mesi. In Germania il conte von Iggleheim si era costruito un’arca che venne presa d’assalto dai suoi concittadini terrorizzati. Durante uno scontro sull’imbarcazione, il nobiluomo cadde sotto un fitto tiro di pietre. Altre centinaia di persone morirono nel tumulto che ne seguì. In Italia, lo storico, scrittore, politico e filosofo Niccolò Machiavelli sposò la teoria di Stoffler sulla fine del mondo e invitò la popolazione di Firenze a rifugiarsi nelle colline vicine e vivere con gli eremiti. Visto che la catastrofe definitiva si sarebbe manifestata con una grande inondazione, molte persone costruirono barche o si rifugiarono nelle alture più prossime. 
1532: fine del mondo secondo Friedrich Grau e Michail Stiffelius
Secondo il vescovo cattolico di origine viennese Friedrich Grau la fine del mondo sarebbe avvenuta nel 1532. Egli redasse anche un lungo elenco di segni che avrebbero fatto presagire l’imminente fine del mondo. 
Anche il sacerdote luterano e matematico Michael Stifelius, predisse che il mondo sarebbe finito il 18 Ottobre del 1532, alle ore 8 del mattino: dedusse ciò dal seguente ragionamento: osservando l’iscrizione INRI sulla croce di Cristo, estrasse e sommò le lettere che avevano un significato nella numerazione romana: IESVS NAZARENVS REX IVDÆORVM =I+V+V+X+I+V+D+V+M = 1+5+5+10+1+5+500+5+1000 = 1532. Il risultato ottenuto indicava secondo Stifelius l’anno della fine del mondo. Molti dei suoi concittadini cedettero alla previsione fatta da Michael Stifelius e si preoccuparono di vendere la casa e di svuotare le proprie dispense entro la data prevista. Stifelius attese la fine del mondo insieme ai suoi cittadini e poiché ciò non avvenne, fu fatto incarcerare. 
Il Profeta non si lasciò scoraggiare dall’errore commesso e, convinto che la fine del mondo si sarebbe comunque concretizzata, rifece i suoi calcoli e fissò la “nuova fine del mondo” il 3 ottobre 1533 alle ore 10 del mattino. Anche questa seconda volta i suoi calcoli sulla fine del mondo furono disattesi. 
1533: la fine del mondo secondo Melchiorre Hoffmann
Il Profeta anabattista Melchior Hofmann, avrebbe indicato come motivo scatenante della fine del mondo un enorme incendio che avrebbe devastato il mondo intero, risparmiando soltanto la città di Strasburgo. Inoltre nel 1533 Cristo sarebbe tornato, esattamente 1.500 anni dopo la sua crocifissione, dopodiché sarebbe iniziata una nuova era e la Nuova Gerusalemme si sarebbe instaurata nella città di Strasburgo. In questo caso non si trattò di una profezia sulla fine del mondo, ma il termine di un’Era e l’inizio di quella successiva. 
1537 - 1544 - 1801 - 1814: P. Turel, quattro date per la fine del Mondo
L’astrologo Pierre Turrel predisse la fine del Mondo, ma dopo che la prima non si fu avverata, la spostò per ben altre tre volte, e le ultime due ben al di là di ogni possibilità di verifica da parte dei suoi coevi!
La prima data venne individuata nel 1537. Quando Turrel si rese conto che non si era avverato quanto da lui previsto, propose la data del 1544. Anche in quell’anno non accadde niente, l’astrologo comunicò quindi che il mondo sarebbe finito nel 1801 e in seguito nel 1814. 
1588: la fine del mondo secondo Regiomontanus
Regiomontanus o Regiomontano, pseudonimi di Johannes Müller da Königsberg, matematico, astronomo, astrologo e profeta tedesco, scrisse il “De Triangulis Omnimodus”, uno dei primi libri a presentare in Europa lo stato delle conoscenze del tempo sulla trigonometria e l’“Epytoma in almagesti Ptolemei”, libro che influenzò le idee e il lavoro di Nicolò Copernico. Regiomontano è anche conosciuto per aver costruito uno dei più celebri automi, la famosa aquila di legno, che volò dalla città di Konigsberg per incontrare l’imperatore, salutarlo e tornare indietro. Costruì inoltre una mosca di ferro della quale egli stesso ebbe a dire che ad una festa si fosse levata dalle sue mani, avesse volato in cerchio e fosse ritornata a lui. Coniugando astronomia e profetismo, studio e passione, Regiomontano comunicò di aver previsto la fine del mondo nell’anno 1588. Nel 1476 a Roma morì misteriosamente un mese dopo il suo quarantesimo compleanno. Alcuni sostengono che ciò fosse dipeso dalla peste, altri probabilmente più nel giusto, propendono per un assassinio.
1648: la fine del mondo secondo Sabbatai Zevi
Secondo il rabbino Sabbatai Zevi di Smirne, proclamatosi Messia e considerato tale da molti ebrei, l’anno 1648 avrebbe visto la redenzione del popolo ebraico. 
Dichiarandosi Messia, provocò un profondo scisma in seno all’ebraismo tra chi lo accettò come tale e aderì alla sua setta, il Sabbatinismo, e chi lo rifiutò. Poiché nel 1648 non accadde nulla, spostò la data Apocalisse fatidica al 1666. Numerose comunità in Europa orientale, in Europa occidentale ed in Medio Oriente lo riconobbero con un entusiasmo come Messia degli Ebrei, destinato a ricondurli in Terra Santa e a far nascere il regno d’Israele. Comunità intere si prepararono alla partenza. All’inizio del 1666, Zevi partì per Costantinopoli, capitale dell’Impero Ottomano con l’intento di deporre il Sultano Mehmed IV. Venne arrestato e nel settembre del 1666, temendo per la propria vita, accettò di convertirsi all’Islam. 
12 Agosto 1654: eclissi di sole e fine del mondo
Il medico e fisico alsaziano Haeliseus Roeslin aveva previsto che nel 1654 il mondo sarebbe finito a causa di un’eclissi di sole prevista per il 12 Agosto. L’eclissi avvenne, ma senza provocare alcun danno all’umanità.
1665: la fine del mondo secondo Solomon Eccles
Nel 1665 un’enorme epidemia, detta “La grande peste”, si diffuse in Inghilterra, provocando la morte di quasi 100.000 persone. Storicamente si ritiene che la malattia sia stata un’infezione di peste bubbonica provocata dalla diffusione di un bacillo denominato Yersinia pestis trasmesso dai ratti. Il quacchero Solomon Eccles proclamò che quell’ondata di peste era il segno della fine del mondo, e che avrebbe ucciso tutti. Quando la peste cessò, a seguito di un enorme incendio che devastò la città di Londra, Solomon Eccles fu arrestato. Riuscì a liberarsi e fuggire nelle Indie Occidentali. 
1719: la fine del mondo secondo Jakob Bernoulli
Jakob Bernoulli, il grande matematico e scienziato svizzero, previde per il 19 maggio del 1719 il ritorno di una cometa già avvistata nel 1680, che avrebbe portato alla fine del mondo. La cometa non tornò e il mondo non finì.
1732: la fine del mondo secondo Nostradamus
Per l’anno 1732 il profeta aveva invece previsto la totale distruzione della razza umana. L’evento non si è verificato.
Finemondo Londra1736: inondazione di Londra secondo Whiston
William Whiston, filosofo, teologo, matematico, apologeta e astronomo inglese conosciuto per la traduzione delle opere di Flavio Giuseppe, annunciò che “l’inizio della fine” avrebbe avuto luogo il 13 ottobre di quell’anno con l’inondazione di Londra. Centinaia di persone si accalcarono sulle colline di Hampstead Heath e Islington Fields nel tentativo di evitare la prevista alluvione, il Tamigi si riempì di barconi pieni di cittadini in attesa, ma quel giorno, a Londra, non piovve nemmeno. 
1757: profezia di Emanuel Swedenborg
Emanuel Swedenborg è stato uno scienziato, filosofo, mistico, medium e chiaroveggente svedese. È considerato tra i precursori dello spiritismo. Probabilmente la sua previsione della fine del mondo, fissata per il 1757 fu frutto di una sua esperienza mistica. 
1761: la fine del mondo secondo William Bell
Il fanatico religioso William Bell esaminando gli andamenti dei terremoti (che avvennero uno l’8 febbraio, un altro l’8 marzo 1761) comunicò che esattamente ventotto giorni dopo la data del secondo terremoto, e quindi il 5 Aprile dello stesso anno, se ne sarebbe verificato un terzo, talmente violento da provocare la fine del pianeta terra. Il terremoto non si produsse e William Bell fu rinchiuso in manicomio.
1801: una delle quattro date dell’astrologo Pierre Turrel
L’astrologo Pierre Turrel aveva usato quattro metodi diversi di calcolo per arrivare a quattro date per l’Apocalisse, assicurando i suoi schemi attraverso l’interpretazione di letture religiose strettamente ortodosse. Indicò più date per evitare che i suoi seguaci potessero dubitare anche future rispetto alla sua epoca.
1814: la fine del mondo di Johanna Southcott
La profetessa inglese Joanna Southcott, figlia di un fattore, crebbe senza istruzione, e ben presto dovette guadagnarsi da vivere lavorando come serva presso alcune famiglie della zona. Nel 1792 affermò di essere stata dotata del dono della profezia ed iniziò a scrivere, sotto dettatura di uno “Spirito della Verità”, annunciando la fine del mondo e dichiarando di essere lei stessa l’incarnazione della “donna avvolta di sole, con la luna sotto i piedi di lei e una corona di dodici stelle sul capo”, come era scritto nell’Apocalisse (12,1). Il mondo sarebbe finito il 19 ottobre 1814 quando - secondo quanto rivelatole dal suo Spirito della Verità - lei (a sessantaquattro anni suonati) avrebbe dato alla luce Shiloh, il secondo Messia. Benché alcuni medici avessero accertato i sintomi di una gravidanza (probabilmente isterica), non ci fu alcun lieto evento. Due mesi dopo Johanna Southcott morì per una malattia cerebrale e l’esame post-mortem non rivelò alcun segno di gravidanza. I suoi seguaci, oltre 100.000 continuarono a credere che il figlio della Southcott, appena nato, fosse stato rapito e portato presso Dio e il suo trono (Apocalisse 12,5) e sarebbe ritornato in seguito sulla terra.
1843: profezia di William Miller
William Miller, teologo, filosofo e una delle figure più importanti di quel filone escatologico cristiano conosciuto con il nome di Avventismo che nel periodo 1830-1840 caratterizzò il fervore religioso degli Stati Uniti d’America, profetizzò che il mondo doveva finire nell’Aprile 1843. 
Quando la fine del mondo non arrivò, Miller spostò la data della fine del mondo al 7 luglio 1843. Quando anche in quel giorno non accadde nulla, lo “sfortunato profeta” propose la data del 22 ottobre 1844. Anche allora la fine del mondo non arrivò. Fu calcolato che un americano su ottantacinque cadde in preda all’isteria provocata dagli annunci di Miller. 
Il fondamento della sua convinzione era incentrato sul Libro di Daniele: 8,13 “Allora intesi un Santo che parlava e un altro Santo disse a quel tale che parlava: “Fino a quando durerà la visione: il sacrificio perpetuo rimosso, l’empietà devastatrice che vi è stata installata e il santuario e la milizia conculcati?” 8,14 Gli rispose: Ancora duemilatrecento sere e mattine! Allora sarà fatta giustizia al santuario!”. Grande fu la delusione dei suoi seguaci.
Finemondo piramide1881: Charles Piazzi Smith e la grande Piramide
Alcuni studiosi delle Piramidi d’Egitto sono stati autori di fantasiose interpretazioni e teorie che correlavano le misure delle piramidi alla previsione della fine del mondo. Uno di essi, l’astronomo scozzese Charles Piazzi Smith effettuò accurate misure sulla grande piramide Cheope a Giza. Dalle misure della piramide e dai suoi calcoli, Smith credette di aver trovato incredibili correlazioni numeriche tra le sue dimensioni. Concluse quindi che la Grande Galleria era lunga 1881 pollici (circa 47 metri), e poiché riteneva che l’edificio fosse stato realizzato da Mosè sotto un’ispirazione divina, concluse che la Galleria fosse in realtà un calendario, per cui, essendo lunga 1881 pollici (circa 47 metri), significava che proprio il 1881 sarebbe stato l’anno della fine del mondo. 
1 Ottobre 1914: la fine del mondo secondo Charles Taze Russell
Charles Taze Russell, fondatore degli Studenti biblici (il movimento che nel 1931 prese il nome di Testimoni di Geova), basando la sua previsione su elaborati studi biblici, annunciò la fine del Pianeta Terra, il completo rovesciamento di tutti i regni o governi umani, la presa di potere totale eassoluta da parte di Dio mediante Cristo; la restaurazione del popolo d’Israele in Palestina, l’assunzione in cielo dei Testimoni di Geova. Malgrado la Prima Guerra Mondiale, esplosa poco dopo, il mondo non riuscì a finire neppure allora.

Finemondo tempesta-solare1919: Alberto Porta e l’esplosione solare
Il sismologo e meteorologo italiano Alberto Porta, residente a San Francisco predisse per il 17 dicembre 1919 la congiunzione di sei pianeti. Secondo il sismologo la congiunzione avrebbe provocato una corrente magnetica che avrebbe trafitto il Sole, provocando un’immane esplosione che avrebbe distrutto la terra. Il terrore si diffuse e, ancora una volta, com’era già successo precedentemente, si registrarono scene di suicidi in varie parti del mondo.
1925: la fine del mondo secondo Margaret Rowan
Nel 1925 Margaret Rowan dichiarò di aver avuto la visione di un’entità che arrivava dall’Altro Mondo. La donna riferì di aver incontrato l’arcangelo Gabriele, il quale le avrebbe annunciato che il mondo sarebbe finito il13 febbraio di quello stesso anno. Nella data proposta non accadde nulla.
1932: la fine del mondo per George Riffert
Nel 1932 il piramidologo George Riffert, analizzando le dimensioni della Piramide di Cheope a Giza, affermò, in un suo libro, che il mondo sarebbe finito il 6 settembre 1936. Il libro si proponeva di dare un’interpretazione alle dimensioni della piramide in chiave temporale. George Riffert, accortosi che il mondo non era finito il 6 settembre 1936, stabilì la data del 20 agosto 1954 per la seconda ipotetica fine del mondo, ma anche questa volta la previsione non corretta. 
1941 – 1942: la fine secondo i Testimoni di Geova
Nonostante le numerose previsioni fatte dai Testimoni di Geova, nessuna delle quali si era avverata, e nonostante alcuni cenni d’incredulità all’interno del gruppo, all’inizio degli anni Quaranta venne indicata un’altra data in cui il mondo sarebbe finito. Per quanto riguarda questa data, i Testimoni di Geova pensavano che la “grande tribolazione”, iniziata nel 1914 fosse stata temporaneamente interrotta per permettere il raduno degli eletti e che la seconda guerra mondiale fosse la parte conclusiva di questa tribolazione. La fine era ritenuta davvero imminente: 1941, o al massimo 1942.
21 Settembre 1945: la fine secondo Charles Long
Il Reverendo Charles Long di Pasadena nel 1943 annunciò che il 21 settembre 1945 la terra si sarebbe vaporizzata e l’umanità si sarebbe trasformata in ectoplasma! I suoi seguaci smisero di mangiare, bere e dormire una settimana prima della presunta catastrofe. 

Finemondo Colosseo1954: la fine del nostro pianeta e le crepe comparse nel Colosseo
Il Colosseo nel Medioevo assunse una connotazione assolutamente sconosciuta nell’Antichità Classica. Ne è testimonianza questa famosa profezia: «Finché esisterà il Colosseo, esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; ma quando cadrà Roma, anche il Mondo cadrà». La profezia fu messa per iscritto nei Collectanea da Beda il Venerabile, un monaco anglosassone all’inizio dell’VIII secolo. Il passo di Beda è il primo luogo dove compare il termine Colosseo, anziché Anfiteatro. Così, ricordando l’antica profezia, quando qualcuno il 18 maggio del 1954 vide delle crepe comparire sul monumento, calcolò che il mondo sarebbe finito il 24 maggio. In questa data sembra che migliaia di pellegrini si siano recati in Piazza San Pietro per chiedere al Papa l’assoluzione dai peccati.
1960: l’Arca di Elio Bianco
Un caso storico di annuncio di fine del pianeta avvenne nel 1960. Un pediatra italiano, Elio Bianco, chiamato anche fratello Emman, annunciò di essere in contatto diretto con le potenze celesti, le quali lo avevano informato che il mondo sarebbe stato distrutto esattamente il 14 luglio 1960 alle ore 14.45, da un’arma segreta americana. Elio Bianco non ha mai rivelato quale. La sola cosa che aveva chiarito era che l’apocalisse avrebbe risparmiato solo il Monte Bianco. Per questo, grazie a quarantacinque aiutanti, il profeta aveva costruito un’arca da quindici stanze direttamente sul Monte Bianco, dove lui con altre persone, si sarebbe rifugiato per salvarsi. Centodieci adepti aderirono all’iniziativa di Elio Bianco e si recarono per tempo a Courmayeur, a 2200 metri di altezza, in attesa che si compisse la distruzione finale. Passato il 14 luglio senza che nulla accadesse, disse semplicemente di aver sbagliato il calcolo.
1967: il Reverendo Moon e la fine del mondo
Sun Myung Moon, predicatore sudcoreano, capo della Chiesa dell’Unificazione, e presidente dell’UPF (Federazione per la pace universale) aveva previsto per l’anno 1967 una grande catastrofe mondiale che avrebbe provocato la fine del mondo. Cresciuto nella fede confuciana e profondo osservatore della natura affermò che Gesù gli apparve la mattina di Pasqua del 1935 mentre stava pregando sulle montagne coreane, chiedendogli di completare la missione di stabilire il regno di Dio sulla terra e portare la pace all’umanità. Nel 1946 iniziò la sua predicazione a Pyongyang, criticando il Cristianesimo convenzionale e il comunismo. Fu incarcerato, torturato, creduto morto e gettato in una fossa comune. Sopravvissuto, continuò le sue predicazioni e fu rinchiuso in un campo di lavoro nei pressi della città di Hung-nam, dove rischiò di morire e da dove uscì, grazie alle Nazioni Unite, nel 1950. Nuovamente arrestato, venne assolto nel 1955. Nel 1960 sposò in seconde nozze Hak-Ja Han e nel 1972 si trasferì con la moglie negli USA, dove iniziò la sua predicazione a livello nazionale e fece grandi discorsi pubblici al Madison Square Garden, allo Yankee Stadium e a Washington. In questi anni Moon e la moglie iniziano a definire loro stessi in sermoni e orazioni Veri Genitori: infatti nella dottrina religiosa portata avanti dalla Chiesa dell’Unificazione si sostiene che la vera missione di Gesù era quella di restaurare la famiglia originale, quella che Adamo ed Eva avrebbero dovuto realizzare prima della caduta; essendo Gesù morto prima di aver contratto matrimonio, si è reso necessario un secondo avvento del Messia. Dopo anni di silenzi riguardo alla setta, questa è tornata alla ribalta quando nel 2001 il vescovo Emmanuel Milingo dichiarò pubblicamente la sua adesione e in seguito, il 27 maggio 2001, sposò durante un matrimonio collettivo la coreana Maria Sung. Il movimento del reverendo Moon si è poi diffuso e oggi prospera in tutto il mondo.
1968: le catastrofi previste da Paul R. Ehrlich
Finemondo virusNel 1968 l’entomologo ed ambientalista Paul R. Ehrlich, non prendendo spunto da antiche tradizioni o da improbabili considerazioni mistiche, né fissando una data precisa per l’estinzione dell’umanità, si limita a fornire delle stime terrificanti: entro dieci anni milioni di persone sarebbero morte di fame e lo smog avrebbe ucciso oltre 200 mila persone a New York e Los Angeles. Sempre nel 1969 dichiarò che entro il 1985 sarebbero morte così tante centinaia di milioni di persone che la popolazione globale si sarebbe ridotta a un miliardo e mezzo.
Ancora secondo la previsione dell’entomologo, entro il 1980 negli Stati Uniti la vita media sarebbe scesa a 42 anni per colpa dei pesticidi, ed entro il 1999 la sua popolazione sarebbe scesa a 22,6 milioni di persone. Entro i dieci anni successivi, poi, il mondo tutte le principali specie del mare si sarebbero estinte, larghe aree costiere sarebbero state evacuate per la grande quantità di pesce morto che vi si sarebbe riversata, le riserve di cibo sarebbero scarseggiate al punto tale che ogni anno sarebbero morti 100-200 milioni di persone, nella visione più ottimistica il cibo non sarebbe più bastato a partire dalla fine degli anni ’90.
1992: Donella Meadows e la catastrofe planetaria
Donella Meadows profetizzava la catastrofe planetaria entro un secolo nel suo famoso trattato «The limits to Growth», pubblicato nel 1972 e poi aggiornato, nel 1992 con un nuovo, titolo: «Beyond the limits», oltre i limiti. 
Nel suo rapporto Donella Meadows, ricercatrice al Mit di Boston e poi docente al Dartmouth College, aveva previsto l’esaurimento di petrolio e altre risorse naturali. 
1975: fine del nostro mondo nel 1975 secondo i Testimoni di Geova e H. W. Armstrong
Per i Testimoni di Geova e Herbert W. Armstrong, capo della Chiesa Universale di Dio, il mondo sarebbe finito nel 1975. L’attesa della fine del Pianeta, ritenuta incombente, influenzava i credenti. Alcuni si licenziarono per predicare maggiormente, altri smisero di pianificare il proprio futuro. I Testimoni di Geova che volevano fare lavori di manutenzione nelle loro case, venivano criticati e considerati poco spirituali, così come quelle coppie che avevano figli. Quando passarono settimane, mesi, anni, e la fine non venne, numerosi adepti abbandonarono la Congrega Geofita. 
1980: la fine del mondo per Jensen e Gaines
Secondo Leland Jensen e Charles Gaines, leaders di una piccola setta religiosa il mondo sarebbe finito nel 1980 e la terza guerra mondiale sarebbe scoppiata il 29 aprile. I loro calcoli si basavano sul libro dell’Apocalisse e sulle dimensioni della Grande Piramide d’Egitto. Così il 26 aprile 1980 guidarono un gruppo di seguaci in rifugi antiatomici, dove avrebbero atteso l’apocalisse. 
1980: profezia sulla fine del nostro mondo del telepredicatore americano Pat Robertson
Pat Robertson, famosissimo telepredicatore americano molto influente alla corte di Ronald Reagan, nel 1976 predisse con assoluta certezza la fine del Pianeta tra l’ottobre e il novembre 1982. Quando la profezia non si verificò, il telepredicatore comunicò di aver previsto un’altra data della fine del mondo. L’anno della catastrofe sarebbe stato il 2006. Secondo Robertson la causa che avrebbe scatenato la fine del mondo sarebbe stata un potente tsunami che si sarebbe abbattuto sulle coste americane. Quando anche la seconda profezia non si avverò, il telepredicatore americano indicò una terza data, il 2007. In questo caso uno spaventoso attentato terroristico avrebbe devastato il territorio statunitense. 
1988: fine del pianeta secondo Edgar Whisenant
Nel Settembre 1988 la Trinity Broadcasting Network, una televisione americana, interruppe la normale programmazione televisiva, mandando in onda un video di preparazione alla fine del nostro mondo per non credenti. La causa dell’allarme furono alcuni scritti di Edgar Whisenant, ingegnere della Nasa: “88 Reasons Why the Rapture is in 1988” e “On Borrowed Time”. I suoi 88 motivi derivavano da calcoli fatti sui testi contenuti nella Bibbia. L’ingegnere era talmente convinto della sua previsione da dire che solo se la Bibbia era sbagliata, anche i suoi calcoli lo sarebbero stati. 300.000 copie gratuite del libro furono distribuite e altri 4,5 milioni di copie furono vendute. Quando l’ingegnere si accorse che nelle date previste non era successo niente, propose altre date, tra cui il 15 Settembre e il 3 Ottobre dello stesso anno. Whisenant ha continuato a regolare i suoi calcoli fino alla sua morte nel 2001, ma la gente da tempo aveva smesso di prestargli attenzione.
1989 - 1999: fine del Pianeta secondo Elizabeth Clare Prophet
Elizabeth Clare Prophet, (1939-2009) scrittrice americana di grande successo e leader di un movimento New Age, guadagnò una considerevole attenzione dei media a fine anni ‘80 quando, convinta di essere la reincarnazione di diversi personaggi storici tra cui Nefertiti, Ginevra e Maria Antonietta, profetizzò la fine del mondo dapprima per il 1989, poi per il 1990. Temendo una guerra nucleare, i membri iniziarono a costruire nel Montana rifugi antiatomici fra i più grandi del mondo. La Prophet dichiarò in seguito che la guerra era stata evitata grazie alle preghiere, ma il mancato verificarsi della profezia nel frattempo aveva portato molti membri, compresi i figli di Elizabeth, all’abbandono della Chiesa.
1992: profezia del sacerdote coreano Lee Jang Lim 
Il sacerdote cristiano Lee Jang Lim, della Chiesa Missionaria di Tami, nella Corea del Sud, persuase i suoi fedeli che il mondo sarebbe finito nel 1992: oltre 100.000 persone si lasciarono coinvolgere dall’isteria e si precipitarono in circa 200 chiese fondamentaliste per essere salvati da Armageddon. In molti lasciarono lavoro e famiglie e donarono tutti i loro beni al reverendo Lim. “Correte in banca, prelevate i vostri soldi, regalateli alla Chiesa e sarete redenti”, fu il tremendo consiglio dato dal Reverendo Lim ai suoi troppo ingenui fedeli che si convinsero dell’assoluta verità della previsione e si privarono di parte dei loro averi e li donarono alla Chiesa con la speranza di guadagnarsi la salvezza. Un mese prima della data prevista, Lim fu arrestato per aver investito i quattro milioni di dollari raccolti con le donazioni dei fedeli che erano caduti nella sua trappola. 
24-11-1993: la Grande Fratellanza Bianca - Marina Tsvygoun
Marina Tsvygoun, alias Maria Devi Christos, alias il Settimo Messia, la sacerdotessa della setta Ucraina, denominata Fratellanza Bianca, aveva previsto la fine del nostro mondo per il 1993, si parlava a tal proposito addirittura di suicidio di massa. Più precisamente, a mezzogiorno del 24 novembre 1993 , davanti alla cattedrale di S. Sofia nella capitale Ucraina, doveva iniziare la fine, in un’ apoteosi di sofferenza e di gioia. Un’irruzione vandalica compiuta il giorno prima nella stessa cattedrale mandò a monte tutto. Doveva finire martire sulla croce come Gesù; invece la Profetessa venne sbattuta in un’angusta cella della prigione municipale di Kiev.

Profezia del 25 luglio 1994: la grande esplosione cosmica

Negli anni Novanta cominciò a farsi largo la profezia secondo la quale la cometa scoperta il 25 marzo 1993 dagli astronomi Eugene e Carolyn S. Shoemaker e da David Levy, analizzando lastre fotografiche dei dintorni di Giove, avrebbe causato la fine del Mondo. Questa scoperta destò immediatamente l’interesse della comunità scientifica; non era mai accaduto, infatti, che una cometa fosse scoperta in orbita attorno ad un pianeta e non al Sole. Due mesi dopo dall’annuncio degli scienziati, la sedicente astronoma polacca Sofia, alias sorella Marie Gabriel, acquistò delle pagine sui maggiori quotidiani inglesi per annunciare che una cometa sarebbe caduta su Giove. Tra il 16 ed il 22 luglio del 1994, i frammenti della cometa caddero su Giove in un vero e proprio bombardamento. Le macchie scure che si formarono sul pianeta furono osservabili da Terra per diversi mesi prima di essere riassorbite dall’atmosfera di Giove. L’evento ebbe una rilevanza mediatica considerevole, ma la fine dell’intero mondo postulata da Sorella Marie Gabriel non avvenne. 
1994: fini del mondo secondo Harold Camping
Nato nel 1921, Harold Camping è presidente della Family Stations, un network a carattere religioso sito in California che raduna circa 150 stazioni radio e televisive sparse per gli Stati Uniti. Laureato in ingegneria civile, Camping è stato membro della Chiesa Cristiana Riformata sino al 1988, nella quale serviva come pastore.
Secondo Camping, nella Bibbia sarebbe nascosto un autentico calendario che permette di calcolare la fine del mondo, o meglio, il giorno del giudizio universale. Camping, a seguito di studi da lui condotti, fissò la data dell’apocalisse per il 6 Settembre 1994, data poi posticipata al 2 ottobre dello stesso anno. 
Per far fronte ai disastri che avrebbero preceduto la fine del mondo Harold Camping aveva promosso il Project Caravan, un progetto a tempo che sarebbe finito, in ogni caso, il 21 maggio 2011, data del giudizio universale. Questo progetto prevedeva un “tour apocalittico” nelle principali città degli USA, in cui erano presenti quattro carovane di camper e pulmini, con a bordo i predicatori e le loro famiglie. Ecco cosa sarebbe dovuto succedere il 21 Maggio: “Il Sole diventerà rosso come sangue, la Terra si aprirà, i corpi saranno portati via e alcune persone moriranno per l’eternità.”. 
Harold Camping fu colpito da un ictus qualche giorno dopo il 21 maggio 2011. Ricoverato in ospedale, dopo essere tornato a casa, nel Settembre 2011 fece nuovamente sentire la sua voce sul sito dell’emittente californiana “Family Radio” dalla quale in precedenza aveva diffuso le sue profezie catastrofiche. Ormai novantenne, nonostante i fallimenti dei suoi calcoli e i problemi legati all’età, non si è dato per vinto e ha proposto per l’Ottobre 2011, la data dell’apocalisse.
1998 -1999-2007: 3 date per l’apocalisse secondo Marilyn Agee
Mediante complicati calcoli che includevano l’età del mondo, la fondazione dello Stato d’Israele, la Guerra dei sei giorni, il fatto che la pentecoste sarebbe caduta di Domenica e altro, la numerologa Marilyn Agee aveva fissato per il 31 maggio 1998 la seconda venuta di Cristo. 
Quando la numerologa Marilyn Agee si accorse che Gesù non era disceso in Terra nella data indicata, si giustificò dicendo che l’umanità avrebbe dovuto attendere Gesù per qualche settimana ancora. Una volta rassegnatasi al fatto che ciò che aveva previsto non si sarebbe avverato, la signora Agee ricorse al calendario ortodosso per dire che non era così sicura che la Pentecoste dovesse essere quella del 1998. Indicò allora il giorno della Pentecoste del 1999. Anche la seconda profezia non si avverò e Marylin Agee indicò il 2007 come anno in cui ci sarebbe stata la venuta di Cristo. Per la terza volta la sua profezia risultò errata. 
1999: profezia della fine del mondo di Hon-Ming Chen
Hon-Ming Chen, taiwanese di quarantasei anni, ha fondato il movimento Chen Tao, composto quasi esclusivamente da taiwanesi, nel villaggio di Pei-Pu (Taiwan), agli inizi del 1997. Il gruppo, dopo la sua costituzione si è trasferito in California, poi a Garland, nel Texas (scelto per la somiglianza del nome con “God’s Land”, “Terra del Signore”). Agli inizi del 1998 Hon Ming Chen si è conquistato una notorietà mondiale grazie alla CNN, che ha largamente diffuso il suo annuncio secondo cui Dio sarebbe apparso miracolosamente in televisione il 25 marzo a mezzogiorno dando inizio a una serie di eventi apocalittici. Dopo la mancata apparizione televisiva, Chen ha annunciato in diretta alla CNN di essersi sbagliato. Ma – come spesso avviene – più tardi ha reinterpretato le profezie e ha concluso che Dio è veramente venuto: non alla televisione, ma nei cuori dei suoi seguaci, che ora attendono il prossimo capitolo della saga apocalittica in cui si considerano inseriti.Chen affermò anche che nell’agosto del 1999 sarebbe scoppiata una guerra nucleare tra Asia, Africa ed Europa. Seondo il Profeta taiwanese un gruppo di prescelti sarebbe stato salvato da un disco volante inviato da Dio. Dio non comparve in TV, né si incarnò in Chen, nè arrivò il disco volante.
1999: fine del Nostro Mondo secondo Ceredonia Mwerinde
Ceredonia Mwerinde o Credonia Mwerinde, fondatrice e alta sacerdotessa della setta ugandese per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti predisse la fine del mondo il 31 dicembre 1999. La mancata realizzazione della profezia provocò la morte di molti fedeli della setta: 500 di loro furono uccisi nel rogo doloso della chiesa principale del culto. Da allora Ceredonia Mwerinde è latitante ed è ricercata a seguito di un mandato di cattura internazionale.
Anno 2000: il Millennium Bug
Per il 2000, fu ovviamente predetta la fine del nostro mondo. Questa volta sarebbe stata causata dai sistemi informatici che ormai erano largamente diffusi ed utilizzati. Prese il nome di «Millenium Bug» (ovvero, «Baco del Millennio»). Il problema si sarebbe dovuto manifestare al cambio di data dalla mezzanotte del 31 dicembre 1999 al 1º gennaio 2000, in tutti i sistemi di elaborazione dati. Il rischio derivava dalla possibilità che fossero ancora in uso rappresentazioni sintetiche della data, con le sole ultime due cifre per indicare l’anno, come si usava agli inizi dell’informatica, quando la memoria dei computer era scarsa e costosa. Secondo le previsioni, i sistemi avrebbero frainteso «2000» con «1900», con conseguenze catastrofiche per l’economia, come il blocco delle centrali elettriche o nucleari, degli istituti bancari o delle reti di telecomunicazione. Secondo alcuni, il rischio era stato largamente sopravvalutato. 
Maggio 2011: un’eruzione del vulcano Marsili avrebbe causato la fine del nostro Mondo
A 150 Km dalle Coste della Campania si trova il vulcano sottomarino Marsili. Questa enorme montagna, ha un’altezza di oltre 3000 metri, è lunga 70 Km e larga 30 Km. La vetta del suo cratere è a 450 metri dalla superficie del mare. Secondo un gruppo di parascienziati il vulcano avrebbe eruttato il 21 maggio 2011 così violentemente da provocare uno tsunami spaventoso capace di inghiottire tutte le terre emerse, determinando così la fine del Pianeta. In quei giorni la terra ha tremato in Sicilia. Diversi lievi terremoti sono stati avvertiti nel palermitano e nella provincia di Messina. A questi eventi sismici non è seguita nessuna catastrofe.
Estate 2011: profezia sulla fine del nostro mondo di Braulio Herrera
Nell’estate del 2011 Braulio Herrera, Pastore della chiesa Pentecostale Assemblea de Dios (Cuba) ha comunicato ad una sessantina di suoi fedeli che un incredibile tsunami starebbe per distruggere la Terra. I fedeli si rifugiarono in chiesa rifiutandosi di uscire dall’edificio, convinti che in questo modo si sarebbero salvati dalla terribile catastrofe. Braulio Herrea, in passato era stato accusato di corruzione. La Chiesa Pentecostale ha deciso di annullare le credenziali di Herrera.
Novembre 2011: la fine del nostro Mondo secondo Peter Anamoh
Peter Anamoh, profeta del Ghana, ex imprenditore, ha alimentato le paure apocalittiche tanto diffuse nei circoli evangelici a cui appartiene anche la sua Machaira Community Church. Così, ha profetizzato la fine del Pianeta per l’11 novembre 2011 avviando una campagna di raccolta fondi anche attraverso il suo sito. Secondo il quotidiano “Ghana Palaver”, Anamoh avrebbe chiesto un biglietto d’ingresso per il Paradiso di cinque milioni di cedi (la moneta locale), poco più di 230 euro – ma cifra considerevole per gli africani. Il profeta ha negato recisamente di chiedere denaro in cambio della salvezza, ammettendo soltanto di chiedere donazioni per finanziare la sua campagna d’informazione per salvare quanta più gente possibile. Per tutti coloro che, come ai tempi di Noè, Sodoma e Gomorra, e Gerico, non crederanno nelle parole di chi li ha messi in guardia, il destino sarà identico: la morte e la dannazione eterna. Inutile aggiungere che a salvarsi sarebbero stati solo coloro che appoggeranno, dal punto di vista finanziario, le parole di Anamoh.

 

 

 

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