Difendiamoci dalle persone nocive

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Le persone nocive non si presentano mai apertamente come nemici. Sono coloro che fanno sentire in colpa, che fanno credere:

- che tu devi essere una persona perfetta;

- che non devi mai cambiare idea;

- che devi rispondere rapidamente a tutte le richieste che ti vengono fatte.

Difendiamoci.

I loro discorsi sono coerenti, ma il loro stile di vita corrisponde esattamente ad uno stile opposto alla coerenza. Esempi?

Eccoli: “Cari, dove essere puntuali, mi raccomando”. Loro non lo sono mai.

“Preparatevi uno schema del fare, dell'essere operativi”. Loro non lo fanno mai.

PROVANO A NASCONDERSI...

I manipolatori si assumono molte responsabilità a parole mai nei fatti e seminano zizzania per ricavare il meglio da coloro che mettono in difficoltà. Nel caso lavorassero con noi certamente metterebbero in discussione sia le nostre capacità professionali, sia le nostre qualità umane.

Apparentemente danno l'impressione di essere persone calme, consapevoli, capaci di gestire le emergenze ma, al minimo contatto ravvicinato, vanno in tilt. Non è facile identificarli perché si presentano come persone premurose, comprensive e sollecite. Non si può mai immaginare che le cose che vengono comunicate a queste persone, del proprio lavoro, della propria vita... le useranno per colpirci quando non ce l'aspettiamo e dove si è più fragili. Sono i veri sabotatori, imbattibili nella dissimulazione, disarmano chiunque, senza colpo ferire perché, al contrario dei più, controllano molto bene le manifestazioni fisiche delle emozioni. Dicono quello che vogliono (non il vero) senza mai abbassare lo sguardo nè cambiare il colore del viso. Non son facili da smascherare. Bisogna fare attenzione perché si nascondono benissimo...

COME SCELGONO LE VITTIME...

persone-nocive2Hanno un buon fiuto e individuano facilmente una vittima che si presenta con queste caratteriste:

- persona ostinata e idealista;
- colui/colei che sa superare i propri confini senza perdersi;
- che sa fare i sacrifici;
- che vive intensamente i sensi di colpa;
- che è facile da stimolare perché spesso è auto-svalutativa;

Il manipolatore ricorda alle sue vittime che è importante per loro prendere decisioni e proverà sempre ad insinuare nelle loro scelte una malizia, una cattiveria che non è vera.

PROVIAMO A TENERLI ALLA GIUSTA DISTANZA...

Appena si riesce ad identificarli, bisogna prendere, a piccoli passi un'altra strada che li allontani da noi, senza dare troppe spiegazioni. Certamente non sarà facile, sopratutto dopo i lunghi assedi a cui sottopongono le loro vittime. Se fossimo una delle vittime parliamo di loro a chi ci vuol bene, a chi ci è veramente affezionato. Ma non basta. Nel proprio tempo libero, bisogna cominciare a far cose che danno benessere, il cui effetto duri il più possibile. Mettersi inoltre sempre alla giusta distanza, sia fisica che psicologica da costoro, per ridurre la nostra fragilità.

 

I NEMICI, I SABOTATORI, I MANIPOLATORI, GLI OPPRESSORI si sentono potenti e credono di sapere tutto. Ciò che hanno e sanno ha un immenso valore (non è vero). Sono gli eroi (finti) delle situazioni nelle quali si trovano. Hanno sicuramente una doppia o tripla vita. Dicono una cosa e ne fanno un'altra, sbandierano continuamente il successo sociale ma ci si accorge facilmente che la loro vita è piena di ex amici. Fanno di tutto per spaventare chi li smaschera. Si difendono accanitamente, non facendo mai discorsi diretti, perché vogliono provocare nelle loro vittime disagio e malessere. Sono improduttivi e vivono di apparenze. Come dire, sono alberi senza frutti che non portano nulla di buono nella vita degli altri. Anzi, agli altri vogliono rubare il loro benessere fisico, psicologico ed economico.

Occhio: prendere sempre le distanze da queste persone e decidere rapidamente quando è il momento di una svolta, cercando persone di cui fidarsi e possibilmente trovando nuovi alleati per cambiare vita. Bisogna farsene una ragione ed imparare ad allontanare con calma tutti coloro che ci intossicano, che non sono solo i nemici ma anche gli invidiosi, gli opportunisti, i rompiscatole...

Impariamo a dare il benvenuto alle persone gentili, non finte, che sanno dire le cose vere e sanno produrre gesti sinceri ed affettuosi facilmente riconoscibili da tutti. Saranno loro il balsamo migliore per le tante ferite che le persone nocive infliggono.

***

E se non riuscissimo ad allontanare i nemici proviamo a metterli a profitto. Come ci ricorda il Presidente Obama : “We can”.

Eh! Magari fosse possibile amare ed essere amati da tutti. I rapporti umani, anche quelli accompagnati da sorrisi e cortesie, molto spesso nascondono malintesi. Ce lo ricorda proprio la politica che gli amici di oggi potrebbero diventare i nemici di domani che potrebbero ridiventare i nemici di dopodomani.

Chi potrebbe immaginare che il miglior interlocutore economico e industriale di oggi degli USA è il Vietnam? Chi mai potrebbe sospettare che le due Germanie furono i primi paesi europei a riconoscere legalmente Israele, e a stabilirci rapporti commerciali?

Allora chi sono i nostri “non amici”?

- Coloro che ci contraddicono;
- coloro ci provocano;
- coloro che ci ignorano;
- coloro che ci offendono;
- coloro che ci rovinano la vita. (Rari)

Con codesti “altri”, “diversi” da noi, bisogna vivere: magari al loro fianco. Tanto per dire: nel lavoro siamo obbligati a frequentarli (“il verme” è nel frutto!) mica siamo in grado di “licenziare”, spostare o mandare via chi è nemico. Ma è possibile evolvere anche partendo da questa sgradevole condizione e dai fastidi che queste persone ci fanno subire? Vediamo come:

- Coltivare la pazienza: essere resistenti, tolleranti e non perdersi. Avere un atteggiamento deciso ma pacato di fronte a chi ci turba o ci aggredisce. “Non aderire alla nostra collera o al nostro odio”.

- Lasciar scivolare le parole malevoli che “CI” attaccano.

- Capire che chi fa del male non sta bene.(Spesso sono depressi e non lo sanno). Sicuramente “sono” e “fanno” gli/le cattivi/e ma non vanno perdonati. In realtà attaccano o si attaccano morbosamente per cercare di correggere “se stessi”. Quindi vanno tenuti a a distanza di sicurezza finché (raro e dopo molto tempo)non si ravvedono o si curano (magari).

- Non imporre il proprio punto di vista, ma provare a trovare argomentazioni legate a (fatti) eventi incontrovertibili tenendo conto delle ragioni delle persone nemiche.

- Tenersi vicino, se fossepossibile, almeno 5 persone di cui fidarsi.

Questo è il piccolo manuale che dovrebbe contenere le regole minime di sopravvivenza, da non confondere con il manuale delle giovani Marmotte di Qui, Quo, Qua... ma la vita è un tale crogiolo di eventi ed emozioni che non si smette mai di imparare. Teniamo sempre a mente che ciò di cui abbiamo bisogno è sopratutto la capacità di riconoscere, e non a prima vista ciò che è bene per noi. Non è facile ma ci dobbiamo provare.

A risentirci presto.

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