Ricordati di non dimenticare

 

Probabilmente a qualcuno di voi questa scena apparirà familiare… E' tratta dal celebre film “Memento”, del regista Christopher Nolan.

Le parole di Leonard Shelby, il protagonista, pronunciate mentre è al volante della sua macchina, aiutate dall'inquietante musica di sottofondo, ci fanno riflettere:  tutti abbiamo bisogno di ricordi…

leggismart piccoloNel film Leonard è affetto, in seguito ad un incidente, da un disturbo della memoria a breve termine, di conseguenza non riesce a ricordare nulla di ciò che gli accade e per vivere adotta un metodo basato su appunti che scrive ovunque. Tenta di ricordare le persone della sua vita annotando informazioni su polaroid con i loro volti, utilizza post-it e addirittura inizia a scrivere i ricordi sulla sua pelle.

Il tatuaggio più importante ce l’ha sul petto e gli ricorda che sua moglie è stata uccisa dalla stessa persona che gli ha causato il danno alla memoria così decide di vendicarsi. Una trama avvincente e un montaggio che ci porta a credere, ad un certo punto, che anche qualcosa nella nostra memoria non segua il verso giusto…

La sua particolarità ci invita a riflettere su qualcosa che per noi è così scontato, quasi banale; e se un giorno dovessimo svegliarci e quello che è stato sempre nostro non ci appartenesse più?

Svegliarci in una casa che non riconosciamo, sentirci chiamare per nome da persone di cui non ricordiamo i volti e vivere ogni attimo scordando il precedente.

E il nostro futuro? Sarebbe così facile fare progetti, immaginarci felici, realizzati, a trascorrere la vecchiaia accanto alla persona che amiamo? Forse no….

La memoria

La memoria e la capacità di apprendere nozioni e azioni sono funzioni che fanno parte di noi fin da piccolissimi, ci aiutano a crescere, a progettare, a costruire un bagaglio culturale che ci permetterà di acquisire un ruolo. Ma soprattutto sono quelle che ci aiutano a crearci un’identità.

Cos'è la memoria? E quanti tipi ne esistono?

ricordati cervelloLa memoria è la capacità di conservare nel tempo le informazioni apprese e di recuperarle quando servono in modo pertinente.

Ha delle precise caratteristiche: è un sistema in continuo divenire, è limitata sia in termini di quantità che di durata ed è dotata di una natura multisistemica.

Il processo di elaborazione delle informazioni si articola in tre importanti fasi:

  1. codifica (l’informazione è acquisita e appresa dal soggetto)
  2. immagazzinamento (permette di mantenere l’informazione in memoria finché ci serve)
  3. recupero (permette, appunto, di recuperare l’informazione in precedenza immagazzinata

La maggior parte di noi avrà sicuramente sentito parlare della differenziazione tra una memoria a breve termine (MBT) e una memoria a lungo termine (MLT) che si distinguono sostanzialmente per la quantità di informazioni che riescono a mantenere e per la durata.

La MBT, infatti, riesce ad immagazzinare nozioni per circa mezzo minuto ed ha una capacità limitata che solitamente si ricorda con quello che Miller nel 1956 chiamò il “magico numero sette più o meno due”.
Miller dimostrò che, per un periodo limitato di tempo, le persone possono mantenere in memoria soltanto sette elementi a meno che questi non vengano divisi in raggruppamenti. Pensiamo ad esempio ai numeri di cellulare che sono composti da 10 numeri ma che tendiamo a memorizzare dividendo il prefisso (3 numeri) e i seguenti sette numeri!
La memoria a lungo termine, invece, presenta una capacità di contenuti ed una durata illimitata.

ricordati memorymodelTra i vari sistemi di memoria, a sua volta, è possibile distinguere tra:

• Memoria procedurale: la memoria di come si fanno le cose e di come si usano gli oggetti

• Memoria dichiarativa: riguarda le conoscenze circa i fatti

• Memoria episodica: ciò che noi ricordiamo, come un momento o un luogo; ad esempio il ricordo della trama di un film

• Memoria semantica: contiene le conoscenze sul mondo in forma organizzata (ciò che noi sappiamo)

• Memoria autobiografica: capacità di conservare le conoscenze e le informazioni legate alla propria vita.

• Memoria prospettica: memoria per gli eventi futuri.

La capacità di formare intenzioni e pianificare azioni che verranno realizzate in un momento futuro

citazione memoriaL'oblio, ovvero perché si dimentica

E’ inevitabile che, con il passare del tempo, parte o una notevole quantità del materiale appreso vada irrimediabilmente perduto.

Quali sono i motivi di questa perdita? Quali sono cccccccc? Perché certe informazioni restano impresse nella nostra mente, mentre altre ci sfuggono?

A tutti è capitato di imbatterci in una qualche forma di dimenticanza con conseguenze più o meno importanti sulla qualità della vita.

Ad oggi ancora non esistono risposte esaurienti che possano darci una visione chiara e completa di questo fenomeno, tuttavia esistono delle teorie che cercano di spiegarlo.

E’ noto che il tempo cancella la traccia mnestica, come affermava già Ebbinghaus nel 1885; egli descriveva, infatti, la relazione tra il trascorrere del tempo e la perdita delle informazioni in memoria. In parole semplici, secondo tale teoria, il fattore più ovvio che determina l’oblio è il passare del tempo (curva dell’oblio).

L’oblio è considerato come perdita di informazioni e, di conseguenza, assume  una accezione negativa che viene spesso associata al deterioramento cognitivo tipico, ad esempio, della terza età. ricordati vignettaMa la curva dell’oblio non è in grado di descrivere come le persone dimenticano in tutte le circostanze; ci sono infatti delle differenze non solo nella quantità, ma anche nella qualità dell’oblio. Molto dipende dal tipo di informazione che si deve ricordare, dal tempo impiegato per apprenderla e dalle condizioni in cui avviene il recupero. Molto dipende anche dalla motivazione personale.

Nel divenire quotidiano i ricordi vengono continuamente rielaborati, e non sono mai gli stessi. Per Proust tale rielaborazione si fonda sulla rievocazione o ripresentazione del ricordo, che si tramuta in ricostruzione. Nel momento in cui andiamo a rivedere ed a rivivere i vecchi ricordi, il tempo non è più passato, ma ritorna ad essere presente.

In questo modo siamo in grado di rielaborare i traumi; riattraversare i ricordi, rivivendoli, ci permette di dare un nuovo significato agli eventi e talvolta anche al dolore.

 

C'è differenza fra memoria e ricordo?

Sono due termini che hanno affinità ma in sostanza indicano due effetti del nostro mondo interiore. Con memoria, come abbiamo già detto, intendiamo la capacità di immagazzinare e recuperare nel tempo le informazioni, scollegandole però del tutto dal nostro vissuto emotivo; con la parola ricordo, invece, rappresentiamo tutto quello che, della nostra memoria, assume un’accezione nostalgica.

Memoria e ricordo quindi viaggiano di pari passo, sono necessari l’uno all’altro. Se non vivessimo di ricordi probabilmente saremmo come i nostri pc: pieni di informazioni, ma incapaci di vivere emozioni.

Se memoria e ricordo sono complementari, un logico pensiero ci arriva alla coscienza: nel momento in cui cominciamo a perdere la memoria, anche i nostri ricordi cominceranno a svanire; oggi non ricordiamo dove abbiamo parcheggiato la macchina o di aver lasciato la caffettiera sul fuoco, ma domani potremmo dimenticarci dei momenti più belli della nostra giovinezza!

ricordati AlhzeimerÈ, purtroppo, quello a cui vanno incontro le persone affette dal morbo di Alzheimer, una demenza di natura degenerativa che si stima colpirà una persona su 85 a livello mondiale entro il 2050.

La terapia e la riabilitazione per tale patologia non sono però risolutive; agli stadi iniziali, il soggetto presenta una incapacità ad immagazzinare nuove informazioni ed una difficoltà nel ricordare eventi osservati recentemente che degenera nelle fasi successive fino a giungere a stati di confusione, irritabilità, sbalzi di umore, difficoltà nell’eloquio, disfunzioni di natura sensoriale ed infine perdita della memoria a lungo termine.
Il Morbo di Alzheimer, attraverso il progressivo decadimento delle funzioni mnestiche, cancella i ricordi. La persona perde ogni giorno una parte di sé, della sua vita, come lo spegnersi progressivo di tante piccole lampadine che rappresentano i momenti significativi della propria esistenza: le risate d’infanzia, i primi amori, i successi lavorativi, i figli che crescono…
Questi ricordi, immagazzinati nei cassetti della memoria con i sentimenti e le emozioni a cui li associamo, progressivamente svaniscono fino al momento in cui quella persona, priva di un riferimento, di una storia, di una propria personalità e di una identità, comincerà a dimenticare anche i nomi, i volti delle persone care, di quelle persone che ama e che per anni hanno riempito la sua vita di tanti ricordi.

 

ricordati MagritteUna poesia di Suzana Kuqi, dilettante poetessa cecoslovacca, recita:

“[…]La ragione è spenta.

 

Spenta sembra anche la luce

dentro gli occhi...

ma se ti avvicini

delicatamente

bussando con un sorriso...

si alza un' altro sipario

un’ altra scena

mostrando

un’ anima intimorita e terrorizzata

imprigionata in un corpo ed in un mondo

che più non lo conosce..[…]

L’excursus nei cassetti della nostra memoria ci ha permesso di capire quanto complesso e fitto sia l’intreccio di informazioni che ogni giorno entrano ed escono dalla nostra mente e le tracce emotive, cariche di significati che lasciano in noi. Tracce che ci segnano per tutta la vita, che ci dicono chi siamo.

Nella sezione "PENSIERO" si parla di anima, ma anche di "macchina-uomo". Se da quell'ammasso meraviglioso di cellule che chiamiamo cervello escono sentire, pensiero, significati, comprensione e coscienza di sé, non possiamo che domandarci se esista ancora un confine fra metafisica e neuroscienze.

Noi siamo ciò che ricordiamo; ricordiamoci, quindi, di non dimenticare…

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