Quel brav'uomo di Nerone

Bruschini-e-Nerone(Come avremmo potuto evitare un'altra brutta figura)

Ecco come siamo riusciti a farci prendere in giro perfino dagli inglesi, che la nostra storia la conoscono meglio di noi.
Vi proponiamo qui sotto un articolo pubblicato dal Times di Londra il 30 giugno 2010.
Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, nel tentativo di ottenere uno scoop di marketing turistico, ha deciso di puntare sull'immagine dell'illustre concittadino Nerone. Quale che essa sia.

Ha quindi commissionato una statua che ha inaugurato in giugno, rilasciando dichiarazioni farneticanti di questo tipo:
"A distanza di venti secoli, finalmente, gli storici seri stanno rivalutando la figura di Nerone: un grande Imperatore, amato dal suo popolo, per le sue coraggiose riforme sociali e per il lungo periodo di pace che ha caratterizzato il suo principato”.
Il fatto che gli "storici seri" continuino ad affermare che Nerone è stato uno dei più inetti e dissoluti imperatori del suo tempo, che non riuscì a realizzare neppure una delle sue progettate riforme, che comunque esse non fossero che un espediente demagogico ed utopico volto solo ad ottenere il consenso degli strati più bassi della popolazione romana e che non ci fu alcuna pace durante il suo principato, che addirittura vide impegnate le legioni contemporaneamente su due fronti: Corbulone (da lui poi fatto assassinare) impegnato per nove anni in Oriente contro i Parti e Gaio Svetonio Paolini in Britannia contro Buticca, che doveva poi diventare l'eroina nazionale inglese della resistenza contro i Romani, non rappresenta un problema per l'ottimo Sindaco. Aveva bisogno di un testimonial e visto che Caligola (anche lui nato ad Anzio) era addirittura peggiore, non ha esitato ad usare un farabutto come Nerone!
Nerone fu inetto come governante, inesistente come condottiero, spregevole come uomo, dissoluto e debole, mancante di "dignitas", "auctoritas" e "pietas": la negazione della "Romanitas". I suoi innumerevoli delitti (dai quali escludiamo quelli - normali ai suoi tempi - volti a difendere il suo principato) lo condannano di fronte alla storia anche al di là del fatto che, con ogni probabilità, fu innocente della qualifica di incendiario assegnatagli dai posteri. L'essersi compiaciuto dei supplizi atroci inflitti ad un gruppo che lui sapeva essere certamente innocente (casualmente i cristiani) ne conferma, al di là di ogni dubbio, la sua natura depravata. Questi sono i fatti oggettivi, al di là della scarsa simpatia che Svetonio, Tacito e Dione Cassio nutrirono per lui.
I tentativi di alcuni scrittori contemporanei di assolverne la figura rientra nel buonismo imperante nell'ultimo scorcio del XX secolo e nella voglia dello scoop letterario ad ogni costo.
La sua difficile infanzia ed il torbido clima in seno alla famiglia Giulio Claudia non costituiscono un'attenuante: dietro ad ogni serial killer ci sono delle motivazioni psicologiche che tuttavia non possono giustificare depravazioni ed omicidi.
L'iniziativa del comune di Anzio è dunque inopportuna, di scarso livello cuilturale e mette in ridicolo ancora una volta l'immagine dell'Italia. L'articolo del Times è carico di ironia verso i "soliti italiani" e, cosa da non credere, invece di provocare un ripensamento ha dato modo al Sindaco di ribadire con i comunicati stampa il successo internazionale della sua iniziativa. Infatti dopo questo penoso articolo ha avuto il coraggio di affermare:
"La notizia dell’inaugurazione della statua di Nerone ad Anzio, in poche ore, fa il giro del mondo. Questa mattina The Times ha pubblicato la notizia corredata dalla foto del Sindaco di Anzio insieme alla statua di Nerone"
Vorrei far notare, per chi non riuscisse a cogliere le sfumature ironiche della titolazione inglese, che la headline dell'articolo dice pressappoco:
"Un sindaco imbroglione giocherella con l'immagine dannata del "folle" Nerone"
Che brutta figura! Chissà se leggendo il Times il sindaco di Braunau sull'Inn non si deciderà - finalmente - a dedicare un monumento ad Adolf Hitler!

 

dal Times del 30 giugno 2010

Makeover mayor fiddles with bloody image of ‘crazed’ Nero
The mayor of Anzio said "it was time Nero's reputation was reassessed"

Richard Owen - Rome
Last updated June 30 2010 12:01AM

 

For 2,000 years Emperor Nero has been regarded as a crazed and yet ineffectual megalomaniac who murdered his mother and first and second wives, set fire to Rome and burnt Christians to death or had them thrown to wild animals.
Yesterday he was rehabilitated – at least by the citizens of Anzio, the port south of the capital where he was born and where the remains of his sprawling summer palace can be seen above a sandy cove.
Luciano Bruschini, the mayor of Anzio, a city best known as a site of the Allied landings in 1944, unveiled a bronze statue of Nero in a public garden overlooking the sea, observing that it was time that the emperor’s reputation was reassessed.
Flanked by women dressed in Roman costume, Mr Bruschini said: “It is not by chance that we have erected the statue by the sea and the former Roman port. Various episodes in Nero’s life are linked to his birthplace, which he made the seat of an imperial residence which assumed monumental dimensions which we can still admire.” A plaque declares that Nero Claudius Caesar Augustus Germanicus was born at Anzio in AD37, acclaimed emperor in AD54 and presided over “a period of peace, great splendour and important reforms”.
It does not mention that he had his mother, Agrippina, put to death, and divorced and later executed his wife, Octavia, (who was also his stepsister), so that he could marry Poppaea Sabina – who, according to Suetonius, he kicked to death while she was pregnant. Nor does it record that Nero put the blame for the six-day Great Fire of AD64 (which he may have started) on the Christians, sparking a campaign of persecution, then building the Domus Aurea (Golden House), a grandiose palace, on the ruins. He committed suicide shortly afterwards, at the age of 31, when the army turned against him and the Senate declared him a public enemy.
“At a distance of 20 centuries, serious historians are re-evaluating the figure of Nero,” added Mr Bruschini. “He was a great emperor, loved by his people for his courageous social reforms and for the long period of peace which characterised his reign. This statue is a contribution to remembering Nero as he deserves to be remembered – surmounting the ridiculous reconstructions of history books and films.”
Some historians argue that under the influence of Seneca, his tutor, Nero improved public order and reformed the treasury. He is also said to have indulged in ever-wilder orgies and devoted himself to chariot racing, singing, acting, dancing, poetry, and accompanying himself on the lyre.
His reported last words were: “Qualis artifex pereo” (What an artist the world loses in me).
Roman scandals
• Nero was born in AD37 and adopted by Emperor Claudius after Nero’s mother, Agrippina, married the politician to advance her son’s prospects Nero succeeded his stepfather in AD54 after Agrippina allegedly poisoned Claudius
• Her attempts to rule through her son were short-lived when Nero had her put to death after coming to power
• According to legend, Nero played the lyre as a fire tore through Rome in AD64 — explaining the phrase “fiddling while Rome burns”. He blamed Christians and began a campaign of persecution against them
• As rebellion grew across the empire, Nero’s legions turned against him. He was driven from power and killed himself on learning that the Senate intended to have him executed
Source: Times database

 

 

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