Questa stanza non ha più pareti, ma...

rain-old... alberi, conchiglie, bamboo, firmamenti, oceani...

Stefania Camilleri  ha elaborato una nuova tecnica che, coniugando tecnologia ed arte, permette di creare pareti da sogno attraverso la realizzazione di pannelli artistici resi preziosi da terre rare, polveri d'oro, d'argento, rame e madreperla e resi  eterni da una coltre di brillante materica resina. Forum l'ha intervistata per saperne di più su questa innovativa tecnica artistica assolutamente e orgogliosamente "made in Italy".

La tua ricerca ti colloca in un’area inesplorata dell’interazione tra arte e tecnologia. Come riesci a coniugare le due anime di artista e ‘donna di scienza’ in un unico progetto? 

Stefania Camilleri: 

E’ difficile stabilire la sottile linea di demarcazione tra quando è l’arte ad essere applicata alle tecnologie che utilizzo e dove è la tecnologia a condizionare e a rinnovare l'esperienza artistica. In realtà interagiscono in un vicendevole influenzarsi attraverso un processo che potremmo assimilare ad una sperimentazione nel senso galileiano del termine. È infatti la stessa logica del pensiero scientifico che prevede un costante e continuo processo di revisione e messa in discussione delle ipotesi di partenza di una teoria. I vari aspetti della mia formazione (matematica, acquarellista, fotografa, life coach)  contribuiscono ad arricchire il percorso di ricerca continuo che per definizione non mi appaga.

 

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Qual è il senso che dai ai tuoi fashion panels? Quanto conta il senso estetico della bellezza che intendi trasferire?

 

Stefania Camilleri: 

Personalizzazione come ‘pensato su misura di gusti, ambienti e necessità’.

Esaltare la bellezza di luoghi raffinati è l’obiettivo che mi sono posta fin dall’inizio nell’affiancare gli architetti con la realizzazione di ART PANELS.  E' possibile  creare “ab initio” nuove realizzazioni per amplificare la creatività di art designers ed architetti attraverso uno strumento originale e duttilissimo in funzione degli ambienti, delle necessità funzionali e dei gusti.

ofiuco 

Come nascono le  collezioni? Qual è la filosofia sottesa alle tue scelte (matericità e caratteristiche, segno della natura..)

Stefania Camilleri:

Gli ART PANELS  vogliono essere pannelli integrati con lo spazio che contribuiscono a determinare, non un complemento d’arredo a sè stante.

Il primo traguardo  è quello di realizzare opere esclusivamente ed orgogliosamente ‘hand made in Italy’ che siano all’avanguardia dal punto di vista tecnologico (materiali, resistenza, rispetto dell’ambiente) e concettuale. 

Il secondo, ma non in ordine di importanza, è l’armonia intrinseca di ogni opera e la sua integrazione con l’ambiente che la ospiterà. 

Gli ART PANELS, non nascono infatti avulsi dalla loro finalizzazione, né vogliono essere un complemento d’arredo a se stante. Possono essere progettati con lo spazio in cui verranno integrati.

La scelta delle collezioni:

L' orientamento nella scelta delle collezioni è prevalentemente indirizzato a rappresentare i SEGNI della natura. In questo percorso  il SEGNO è qualcosa che, oltre all’aspetto sensibile con cui si presenta, porta a pensare ad altro a partire da sé. Come in tutti i sistemi, del resto in cui si esprimono specifici modelli di concezione del mondo e di elaborazione umana della realtà (folklore, miti, religioni, arte…) per me è fondamentale la posizione dell’arte che può essere in grado di rappresentare, con semplice incisività Un SEGNO RICONOSCIBILE.

Ritengo che un’opera artistica debba essere capace di risvegliare le emozioni più svariate, coinvolgendo quanti più sensi possibili, in modo da far sì che non si parli solo di osservazione ma anche di fruizione. 

Da qui nasce la scelta di conferire matericità ai pannelli, all’interno dei quali si ritrovano inglobate le cosiddette ‘intrusioni’.. non solo polveri, ossidi e terre rare, ma anche minerali semipreziosi apprezzabili soprattutto al tatto. tatto. Addirittura la LUCE, imbrigliata nella materia, può trovare modo di esprimersi dall'interno di un ART PANEL attraverso la tecnologia delle ibre ottiche applicata ad alluminio e alle resine.

In accordo con l’intuizione del movimento del ‘SINESTESISMO CREATIVO’, cui non posso non fare riferimento quando mi esprimo in qualunque forma di arte,  ricerco nella cooperazione tra le varie forme d'arte e tra varie figure creative la possibilità che l’unicità della matrice ispirativa interiore possa assumere forme esteriori diverse e tra loro integrabili nel reciproco riconoscimento di impulsi emozionali comuni.

venerepiscina 

Quali sono le regole principali che guidano le tue scelte? 

 

Stefania Camilleri:

Essere creativi non basta

Al confine tra l’opera d’arte fine a se stessa e l’opera d’arte funzionale si collocano i miei pannelli d’arte utili per dividere ambienti, definire spazi, far sgorgare l’acqua di una doccia o di una cascata, fungere da soffitto, rendere unica una parete preziosa, rifrangere la luce dal fondo di una vasca o di una piscina, illuminare nella notte ambienti fiabeschi o ambientazioni hi-tech. E come gli artifizi con cui gli antichi hanno fittiziamente cambiato la funzione dei luoghi (basta pensare per un attimo ai giardini dipinti circa 2.000 anni fa da un anonimo in una stanza sotterranea della villa di Livia per rinfrescare e rallegrare le serate estive dell’imperatrice romana), così la finzione nell’arte ci riporta in altri fantastici spazi sgorgati dall’immaginazione di chi li crea, da quella di coloro che li vivranno e dal luogo stesso come fonte ispiratrice.

I principi ispiratori risiedono nella ricerca come atteggiamento mentale, nel confronto costruttivo, nell'inderogabile necessità di armonia dei colori e nella concezione  del mondo come modello di elaborazione umana della realtà.

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E' il processo sperimentale e le scelte in una interazione continua (scelta materiali di soggetti di colori) ad essere il motore del processo e ad inluenzre le scelte successive attraverso ... la sorpresa di un risultato non previsto come per l'acquerello per il quale il determinismo è un nemico.

Parlo di immaginazione attiva (Jung) che contiene il processo creativo, ma non lo costringe. Parlo di  sinergia fra materie e lavorazioni. Parlo, come sostiene Tomás Maldonado, del mutuo influenzarsi di contenuto e contenitore... alludendo alla terra e ai suoi abitanti.

 

Parliamo ora di sfide e progetti futuri. A che punto è la tuo ricerca, quali i prossimi passi?

Tanti sono i progetti futuri e le nuove sfide a cominciare dall’emozione di portare la luce all’interno degli ART PANELS e all'integrazione di altri magici materiali perchè ogni ambiente sia irripetibile ed unico.

 

Trattare la resina come mezzo per trasportare e mescolare i colori, al pari dell'acqua in un acquerello, è una singolare complessa attività  date le caratteristiche tecniche di questo straordinario materiale.

La lucentezza, la profondità, la trasparenza e la meraviglia che destano in me sono il mio premio giacchè l'immaginazione è più importante della conoscenza. L'ha detto Einsten.

www.stefaniacamilleri.it

La vostra ricerca vi colloca in un’area inesplorata dell’interazione tra arte e tecnologia.

Come riuscite a coniugare le due anime di artiste e ‘donne di scienza’ in un unico progetto?

(Interazione di due formazioni diverse e due generazioni a confronto).

Stefania Camilleri:

E’ difficile stabilire la sottile linea di demarcazione tra quando è l’arte ad essere applicata alle tecnologie che utilizziamo e dove è la tecnologia a condizionare e a rinnovare la nostra esperienza artistica. In realtà interagiscono in un vicendevole influenzarsi attraverso un processo che potremmo assimilare ad una sperimentazione nel senso galileiano del termine. È infatti la stessa logica del pensiero scientifico che prevede un costante e continuo processo di recisione e messa in discussione delle ipotesi di partenza di una teoria. Sicuramente anche le nostre formazioni così diverse (io matematica acquarellista e fotografa e Marta un’architetta orientata all interior design) e la nostra distanza generazionale, contribuiscono ad arricchire il nostro percorso di ricerca.

Marta Marianetti:

Da sempre gli artisti si sono basati sulle conoscenze tecnologiche e sull’ingegno per trovare i materiali e gli strumenti adatti ad esprimere al meglio i propri sogni, pensieri, visioni o credenze; ogni opera d’arte è determinata soprattutto dai materiali a disposizione dell’artista e dall’abilità nel manipolarli.

Sono convinta che la tecnologia influenzi non solo la creazione artistica, stabilendo le possibilità di espressione, ma determini il passaggio a funzioni diverse dell’arte cambiandone anche le modalità di fruizione.

Dal cucchiaio alla città’, come scrisse Ernesto Rogers, volendo spiegare l’approccio di un architetto che nella progettazione di un cucchiaio o di un oggetto d’arredamento, nello stesso giorno si trova a dover lavorare su un grattacielo. Penso che l’architettura abbia lo scopo primario di organizzare, a qualsiasi scala, lo spazio in cui vive l’uomo ed è perciò che in essa concorrono nello stesso tempo aspetti tecnici ed artistici. Non è quindi così difficile poter coniugare queste due anime, in fondo da sempre coesistenti tra loro.

 

Qual è il senso che date ai vostri fashion panels? Quanto conta il senso estetico della bellezza che intendete trasferire (glamour, mission, personalizzazione…stile)

Marta Marianetti:

Ritengo che bellezza ed arte siano parte della stessa essenza. Il bello esiste nell’espressione di oggetti concreti, come un quadro o una scultura e nell’aspetto ideale in quanto, un’opera d’arte è tanto più bella quanto più riesce a risvegliare la forma ideale del bello e le emozioni ad essa legate.

Mi piace pensare che, in generale il senso estetico permei qualsiasi opera ed oggetto.. ‘il bello’ dovrebbe riguardare tutti i piani dell’esistenza.

Perciò, ritengo determinante che i nostri fashion panels trasmettano un forte senso estetico vestendo lo spazio di cui diventano parte integrante.. così come un bell’abito veste una modella.. sensazioni, percezioni e sensibilità… convinta del fatto che l’opera, in primis, deve ‘far innamorare’ risvegliando emozioni, desideri e piacere in chi ne fruisce.

Stefania Camilleri:

Personalizzazione come ‘pensato su misura di gusti, ambienti e necessità’.

Esaltare la bellezza di luoghi raffinati è l’obiettivo che ci siamo poste fin dall’inizio nell’affiancare gli architetti con la realizzazione dei nostri ART PANELS. Nella collaborazione con interior design e progettisti mettiamo a disposizione le collezioni di pannelli che abbiamo già messo a punto, ma possiamo anche creare “ab initio” nuove realizzazioni per amplificare la loro creatività attraverso uno strumento originale e duttilissimo in funzione degli ambienti, delle necessità funzionali e dei gusti.

 

Come nascono le vostre collezioni, qual è la filosofia sottesa alle vostre scelte (matericità e caratteristiche, segno della natura..)

Camilleri:

Pannelli integrati con lo spazio non un complemento d’arredo a sè stante

Vari sono i disegni che sottendono la nostra ricerca e le nostre scelte. Il primo traguardo che ci proponiamo è di realizzare opere esclusivamente ed orgogliosamente ‘hand made in Italy’ che siano all’avanguardia dal punto di vista tecnologico (materiali, resistenza, rispetto dell’ambiente) e concettuale.

Il secondo, ma non in ordine di importanza, è l’armonia intrinseca di ogni opera e la sua integrazione con l’ambiente che la ospiterà.

I nostri ART PANELS, non nascono infatti avulsi dalla loro finalizzazione, né vogliono essere un complemento d’arredo a se stante. Possono essere progettati con lo spazio in cui verranno integrati.

La scelta delle collezioni:

Il nostro orientamento nella scelta delle collezioni è prevalentemente indirizzato a rappresentare i SEGNI della natura. In questo percorso che rappresenta la nostra naturale tendenza, il SEGNO è qualcosa che, oltre all’aspetto sensibile con cui si presenta porta a pensare ad altro a partire da sé. Come in tutti i sistemi, del resto in cui si esprimono specifici modelli di concezione del mondo e di elaborazione umana della realtà (folklore, miti, religioni, arte…) per noi è fondamentale la posizione dell’arte che può essere in grado di rappresentare, con semplice incisività un SEGNO RICONOSCIBILE.

QUADRATO DEL SINESTESIMO E QUADRATO DEI SEGNI DELLA NATURA

Marianetti:

Il risultato del nostro prodotto artistico è un’interazione tra varie ispirazioni che mixate conducono alla sintesi tra necessità e libertà. Mi piace pensare che la filosofia sottesa alle nostre collezioni sia un leggero ma denso filo conduttore al cui incipit è posta la bellezza intesa in tutte le sue forme e declinazioni.

Ritengo che un’opera artistica debba essere capace di risvegliare le emozioni più svariate, coinvolgendo quanti più sensi possibili, in modo da far sì che non si parli solo di osservazione ma anche di fruizione.

Da qui nasce la scelta di conferire matericità ai nostri pannelli, all’interno dei quali amiamo inglobare le cosiddette ‘intrusioni’.. non solo polveri, ossidi e terre rare, ma anche minerali semipreziosi apprezzabili soprattutto al tatto.

La nostra "fratellanza creativa", in accordo con l’intuizione del movimento del ‘SINESTESISMO’, cui facciamo riferimento, testimonia come l’unicità della matrice ispirativa interiore possa assumere forme esteriori diverse e tra loro integrabili nel reciproco riconoscimento di impulsi emozionali comuni.

 

Quali sono le regole principali della vostra essenza di art designers? (ricerca come atteggiamento mentale, focus, luogo come ispiratore)

Marianetti:

Non esistono regole prestabilite che ci guidano a definire il concept di un pannello artistico.

Solitamente l’essenza del prodotto deriva dall’ispirazione che il luogo ci suggerisce al momento dell’incontro. Come osserva Kant, ‘nell’arte bella’ non esistono imitatori né regole, esse sono nella natura stessa dell’artista, nelle sue capacità innate che agiscono spontaneamente, senza meccanicismi.

Ci piace definire quindi le nostre ‘regole’ come una felice sintesi tra immaginazione ed intelletto, tra spontaneità e leggi non scritte. Sono presenti non come costrizioni razionali, ma come capacità di realizzare l’opera secondo il nostro particolare gusto estetico.

Camilleri:

Essere creativi non basta

Al confine tra l’opera d’arte fine a se stessa e l’opera d’arte funzionale si collocano i nostri pannelli d’arte utili per dividere ambienti, definire spazi, far sgorgare l’acqua di una doccia o di una cascata, fungere da soffitto, rendere unica una parete preziosa, rifrangere da luce dal fondo di una vasca o di una piscina, illuminare nella notte ambienti o ambientazioni hi-tech o sognanti. E come gli artifizi con cui gli antichi hanno fittiziamente cambiato la funzione dei luoghi (basta pensare per un attimo ai giardini dipinti circa 2.000 anni fa da un anonimo in una stanza sotterranea della villa di Livia per rinfrescare e rallegrare le serate estive dell’imperatrice romana), così la finzione nell’arte ci riporta in altri fantastici spazi sgorgati dall’immaginazione di chi li crea, da quella di coloro che li vivranno e dal luogo stesso come fonte ispiratrice.

I principi ispiratori

I principi ispiratori del nostro lavoro risiedono nella ricerca come atteggiamento mentale, nel confronto costruttivo, nella inderogabile necessità di armonia dei colori e nella nostra concezione dell’arte come concezione del mondo e di modello di elaborazione umana della realtà.

 

Andate sempre d’accordo?

Abbiamo un piccolo segreto che permette di accordarci sempre sia nelle scelte più fondanti che in quelle più futili: facciamo sempre prevalere il diritto di veto.

 

Qual è la tecnologia che utilizzate? Processo sperimentale e scelte in una interazione continua, scelta materiali, scelte.. sorpresa.. immaginazione attiva (Jung) sinergia delle materie e delle lavorazioni.

(Processo sperimentale, scelte in un’interazione continua, scelte dei materiali, scelte derivanti dalle sorprese, immaginazione attiva, sinergia di materia e lavorazioni)

 

Parliamo ora di sfide e progetti futuri: tutti al femminile e tutti made in Italy?

Tanti sono i progetti futuri e le nuove sfide a cominciare dall’emozione di portare la luce all’interno delle nostre opere per illuminare a dare vita a qualsiasi spazio, rendendolo unico.

 

www.camillerimarianetti.it

 

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